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Macchinari, cantieri ed edilizia stanno facendo crescere l’economia italiana, leader di investimenti

Macchinari cantieri e edilizia stanno facendo crescere l’economia italiana, leader di investimenti

L’Italia per l’Economist è stata eletta nazione dell’anno. Anche la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha dichiarato che la nostra economia sta crescendo ad un ritmo che non aveva mai conosciuto in questo secolo. Ha riconosciuto inoltre il successo della campagna vaccinale italiana organizzata dal Presidente Draghi e dal Commissario Figliuolo che hanno limitato l’impatto delle varianti Delta e Omicron.

Il Fondo Monetario Internazionale a gennaio per questo anno attribuiva all’Italia una piccola previsione di ripresa del 3%. Altri previsori si sono poi dovuti clamorosamente ricredere. Infatti, nei soli primi tre trimestri dell’anno la crescita già acquisita dalla nostra economia è del 6,2% per cento.

Abbiamo quasi completamente recuperato i livelli pre-pandemia, più rapidamente di altre nazioni. L’Ocse prevede che nel prossimo biennio 2022-2023 l’Italia metterà a segno il più forte aumento cumulato del Pil tra le economie del G7 e anche rispetto alla Spagna: uno sfavillante +7,2 per cento. Dunque, non siamo gli ultimi per crescita, come è successo ininterrottamente nei primi quindici anni di questo secolo.

L’efficacia della campagna vaccinale ha permesso alla nostra economia di dispiegare le sue vele senza più rischi di lockdown e di sviluppare in pieno un potenziale iniziato nel quinquennio 2015-2019 che aveva rappresentato una svolta decisiva rispetto ai quindici anni precedenti.

La manifattura era stata trainata dal Piano Industria/Impresa 4.0 verso nuovi record di crescita, investimenti, produttività, innovazione, competitività, esportazione.

Appena i lockdowncalati l’Italia è diventata più forte e competitiva, ormai già molto diversa, è ripartita immediatamente.

Gli indici destagionalizzati in volume dell’Ocse, valutando il Pil nei primi tre trimestri del 2021 dimostrano che l’Italia è cresciuta del 5,7% rispetto al quarto trimestre 2021. Un risultato notevole, specie se comparato con quello di due altre economie europee complementari e concorrenti come Germania (+1,8%) e Spagna (+2,5%), più penalizzate di noi dalle carenze di forniture.

La ripresa italiana è stata più forte ma anche più solida di quella delle altre economie più avanzate. Infatti, siamo stati nettamente i primi per crescita nel G7 e rispetto alla Spagna nel settore privato. Ciò senza godere di alcun sostegno da parte dei consumi finali del settore pubblico, che in Italia sono addirittura diminuiti dell’1,2% rispetto ai livelli del quarto trimestre 2020, mentre nel Regno Unito, ad esempio, essi sono aumentati dell’8% e in Francia del 3,2 per cento.

A livello di consumi privati l’Italia ha sbaragliato tutti i Paesi G7 e la Spagna per crescita nei primi tre trimestri del 2020 (+6,8%) precedendo Francia (+6,2%), Stati Uniti (+6,2%), Canada (+4,5%) e Germania (+4,4%).

Ma è stato soprattutto negli investimenti fissi lordi che abbiamo fatto la differenza. Infatti, la crescita degli investimenti totali in Italia nei primi tre trimestri del 2021 è stata dell’8,5% (sempre rispetto al quarto trimestre 2020): una progressione nettamente più forte che negli altri Paesi del G7 e in Spagna. A livello G20 siamo egualmente primi a pari meritocon l’Australia. Gli investimenti fissi sono addirittura diminuiti in Giappone (-1,3%), Germania (-1,5%), Spagna (-2,1%) e Regno Unito (-5%), mentre vi sono stati solo modesti incrementi in Francia (+2,8%) e Stati Uniti (+2,6%).

Nei primi tre trimestri del 2021 gli investimenti in macchinari e mezzi di trasporto effettuati dalle imprese italiane sono aumentati del 10,5% (mentre in Germania, per un confronto, sono diminuiti del 3,5%). Analogamente, nello stesso periodo gli investimenti in edilizia residenziale sono cresciuti in Italia del 10,2% (soltanto dello 0,2% in Germania).

L’Italia di Draghi, in definitiva, è un’Italia che crede nel futuro e che oggi cresce di più delle altre maggiori economie perché ha saputo rilanciare gli investimenti privati. Con l’attuazione del Pnrr il nostro Paese ha adesso l’occasione storica di poter alzare ulteriormente il suo potenziale di sviluppo con le riforme da tempo attese di burocrazia, giustizia, istruzione e con investimenti pubblici mirati all’innovazione e alla transizione ecologica e digitale.

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