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Il caro energia, un alleato della transizione energetica?

(Come riportato in una nota di Massimo Gemelli – Massimo Marrocchi – Unità Infrastruttura Tecnologica, Impianti, Energia di Anas)

Secondo l’analista Standard And Poor’s, l’impatto dei rincari causati dal gas è mitigato dalla crescita del settore delle rinnovabili grazie allo snellimento dei processi di autorizzazione

Il tema legato all’aumento del prezzo dell’energia elettrica e del gas è uno dei più caldi del momento. Infatti, in tutta Europa, i prezzi dell’energia sono rimbalzati più del previsto nel corso del 2021, dopo aver raggiunto i minimi, lo scorso anno, dovuti al blocco dell’economia a causa della pandemia da Covid-19.

L’aumento dei prezzi è coinciso con l’incremento generale della domanda di energia, grazie alla graduale ripresa dei mercati avvenuta dopo la fase iniziale di pandemia. Questa impennata è stata causata da un lato dall’aumento repentino dei costi delle materie prime, tra cui il gas naturale (una delle fonti energetiche principali in Europa capace di coprire oltre il 40% della domanda), dall’altro da aspetti di ordine geopolitico, come la concorrenza dei mercati asiatici uniti. Tutto ciò ha inciso fortemente sulla regolazione dei flussi energetici attraverso le reti di distribuzione che viaggiano dall’Est verso l’Europa.

Anche la progressiva riduzione, impartita ai soggetti produttori e consumatori di energia elettrica, di emettere CO2 ha fatto sì che i prezzi di mercato delle quote di anidride carbonica passassero dai 20 €/ton di un anno fa ai 60 €/ton di oggi, causando l’impennata dei prezzi dell’energia. Le quote di CO2 vengono assegnate ogni anno alle aziende in una certa quantità, che si riduce via via nel tempo; le aziende più inquinanti dovranno quindi acquistare altri permessi se vorranno continuare ad emettere CO2 senza incorrere in sanzioni, mentre le aziende più “pulite” hanno la possibilità di vendere le proprie quote inutilizzate. Questo meccanismo ha l’obiettivo di incrementare l’efficienza energetica nei vari settori, ma spesso va in contrasto con le maggiori esigenze di incrementare la produzione industriale e del commercio.

Mentre il primo aspetto, al momento quello preponderante per l’incremento dei prezzi, potrebbe in parte mitigarsi seguendo gli andamenti dei mercati delle materie prime (prodotti petroliferi e gas), il secondo aspetto è destinato a salire fin quando il mix di produzione tra fonti tradizionali fossili e fonti rinnovabili non vedrà prevalere le seconde sulle prime.

La situazione in Italia

L’analista Standard And Poor’s (S&P) ha fatto una previsione dei prezzi su un arco temporale che arriva al 2026 ed ha stimato che i prezzi in Italia continueranno ad essere mediamente più alti rispetto agli altri mercati continentali.  In Italia, però, l’impatto dei rincari causati dal gas, sempre secondo S&P, è mitigato da una previsione di crescita del settore delle rinnovabili, grazie allo snellimento dei processi di autorizzazione che, nel passato, avevano ostacolato maggiormente lo sviluppo delle energie verdi nel nostro Paese. Ciò nonostante, il gas rimane la spina dorsale delle forniture elettriche in Italia, in misura maggiore rispetto ad altri mercati, lasciando il nostro Paese fortemente esposto ai movimenti dei prezzi del gas. Di seguito, il mix energetico italiano nel 2020 e quello che S&P prevede per il 2026, in cui si nota come il gas continuerà ad avere un ruolo centrale nella generazione di energia elettrica.

Relativamente all’energia elettrica, il prezzo medio quotato nella borsa elettrica italiana (PUN), il quale costituisce il riferimento per i contratti di compravendita dell’energia, è passato dal valore medio di 50 €/MWh di Settembre 2020 a quasi 160 €/MWh di Settembre 2021, come è evidente dal grafico mostrato di seguito.

Se questi aumenti possono sembrare spaventosi, le tendenze dei prossimi mesi non lasciano margini all’ottimismo, in quanto già nei primi giorni di ottobre, il PUN ha fatto registrare un valore medio di 230 €/MWh, con punte anche di 300 €/MWh.

Tale incremento grava fortemente sui costi energetici delle Amministrazioni Pubbliche, ivi compresa Anas, in quanto gli attuali contratti di fornitura energetica di Consip, che è una delle principali centrali di committenza per la PA, sono indicizzati al PUN.

Per mitigare la crescita della componente energia legata al PUN, il Governo ha introdotto delle misure straordinarie e, per ora temporanee, per ridurre gli oneri di sistema a carico dei consumatori, per il III e IV trimestre del 2021. Si tratta di costi necessari al funzionamento complessivo di tutto il sistema elettrico (produzione, trasmissione e distribuzione) che prima dell’aumento sopra descritto costituivano oltre il 60% della spesa in bolletta.

Le misure di mitigazione poste in atto dal Governo includono importanti manovre e trasferimenti dei costi di sistema dalla collettività al bilancio pubblico e difficilmente potranno diventare strutturali se i costi dell’energia dettati dal mercato non scenderanno sotto livelli accettabili.

Il quadro delineato non è purtroppo incoraggiante; tuttavia, se è vero che l’aumento dei prezzi dell’energia come quello che si sta verificando in questo momento è deleterio per i consumi e la ripresa economica, è anche vero che questo può diventare un ulteriore incentivo alla transizione del mercato elettrico verso forme di energia rinnovabile, necessaria a contrastare le emissioni di CO2 e a favorire la lotta ai cambiamenti climatici.

Anche se nel settore del fotovoltaico, ad esempio, il probabile incremento del costo delle materie prime (acciaio, celle fotovoltaiche, ecc.) potrebbe generare un aumento dell’investimento, i tempi di ritorno rimarrebbero all’incirca gli stessi, in virtù dei maggiori ricavi provenienti dall’autoconsumo.

Da questo punto di vista uno degli obiettivi aziendali, per i prossimi anni, dovrà sicuramente essere quello di incrementare l’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, svincolandosi, per quanto possibile, dalle fluttuazioni del prezzo dell’energia da combustibili fossili. Produrre un bene costa sempre energia, e per far sì che ciò che produciamo sia sostenibile, non possiamo prescindere dall’utilizzare energia pulita.