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Gli obiettivi delle rinnovabili al 2030: eolico, fotovoltaico, idrogeno verde

Nel 2019 è stata installata in Italia una potenza appena superiore a 1 Gw. Quindi di questo passo non arriveremo mai agli obiettivi previsti per il 2030. Il Pnrr dovrà essere migliorato con interventi attraverso modifiche previste nei Decreti attuativi

La nuova potenza installata nel 2020 delle fonti rinnovabili è stata inferiore a 1 GW e il problema è il tasso medio di crescita riscontrato per raggiungere i valori indicati dal Piano italiano dell’Energia (Pniec) che risulta totalmente insufficiente.

Il gap tendenziale italiano al 2030 è di oltre 40 Gw per il fotovoltaico e di 8 Gw per l’eoilico. Occorre moltiplicare la tendenza attuale di un fattore 7 per il solare e raddoppiarlo per l’eolico. Perciò quasi impossibile. Senza dimenticare le altre rinnovabili, vista l’importanza strategica e numerica di quelle termiche.

Occorre quindi una strategia condivisa seguendo le sollecitazioni provenienti da settori specifici interessati al proprio posizionamento. È necessario abbandonare gli strumenti del passato, perché questa transizione ecologica sia una vera rivoluzione, capace finalmente di dare una politica industriale concreta al Paese.

Occorrono strumenti operativi interconnessi come il Pniec la Strategia Italiana di lungo termine sulla riduzione delle emissioni, che devono essere profondamente riscritti non solo in chiave tecnica ma, lasciateci dire, anche e soprattutto in quella sociale.

C’è necessità di azioni serie di efficienza energetica, coinvolgere la pubblica amministrazione in programmi strutturati sulle comunità dell’energia e sulla mobilità locale e attivare gli interventi delle industrie con incentivazioni non solo agli energivori e non solo per i soggetti obbligati.

Si deve recuperare la centralità della mobilità elettrica, con convinzione. I veicoli elettrici consumano mediamente un terzo dell’energia utilizzata nei motori termici, oltretutto per il 40% verde. Poco di tutto questo compare nel Pnrr. Sono scarse le analisi circa le prospettive di crescita dei filoni industriali e ci sono poche indicazioni sulle priorità. Speriamo allora nei decreti attuativi del Pnrr.