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Genova, terzo valico ferroviario: in trenta a giudizio

(come riportato da Rai News)

Ci sono anche Salini e i Monorchio padre e figlio. Molte gare per il Terzo Valico ferroviario, in particolare quelle per i tunnel tra Liguria e Piemonte, sarebbero state truccate “costantemente”.

Per questo il Gup di Genova ha rinviato a giudizio oltre 30 persone. Tra questi Pietro Salini, Ad di WeBuild (accusato di turbativa d’asta); Giandomenico Monorchio (turbativa d’asta e corruzione), imprenditore e figlio dell’ex ragioniere generale dello Stato Andrea (quest’ultimo inquisito per turbativa d’asta, avrebbe fatto da sponsor al figlio); Ettore Incalza (turbativa d’asta), storico ‘grand commìs’ delle maxi-opere, che si sarebbe speso per Monorchio. Lo riportano alcuni quotidiani.

L’iter giudiziario sul Terzo Valico (alta velocità ferroviaria Genova-Milano) potrebbe tuttavia infrangersi contro lo scoglio della prescrizione, che per la stragrande maggioranza delle contestazioni scatterà entro la metà dell’anno prossimo.

Nel mirino della Guardia di finanza e dei pubblici ministeri Francesco Cardona Albini e Paola Calleri era finito il sistema con cui venivano smistati gli appalti da parte del general contractor individuato dallo Stato per la realizzazione della nuova linea (53 chilometri di cui 37 sotterranei, valore superiore ai 6 miliardi).

Tutto ruota intorno al Cociv, consorzio formato in origine da Salini-Impregilo, Società condotte d’acqua e Civ: tre soggetti privati che, proprio nel particolarissimo ruolo di general contractor, si sono trovati a gestire un fiume di denaro pubblico.

Ed è per questo che la Cassazione ha assimilato i suoi vertici e componenti a manager e funzionari “incaricati di pubblico servizio”. L’indagine, nella quale erano confluiti pure i filmati di mazzette consegnati ad alcune figure di secondo livello, era nata a Genova poiché qui aveva sede il Cociv, ma si è a un certo punto ramificata anche tra Roma e Firenze.