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Complessi ponti strallati costruiti in Botswana e Perù dall’impresa Cimolai

In Botswana e in Perù, la Cimolai Spa, azienda friulana leader nella progettazione, fornitura e montaggio di strutture complesse in acciaio, ha realizzato due grandi ponti strallati.

Il valore complessivo delle due opere è di oltre 150 milioni di euro. Lavori molto complessi ingegneristicamente.  Una profonda rilevanza sociale, perché intervengono sulla accessibilità dei luoghi e le prospettive di sviluppo e, a differenza di quanto fanno ad esempio le imprese di costruzione cinesi, che portano tutte le maestranze necessarie, generano lavoro direttamente sul posto.

Nella regione di Loreto in Perù, Cimolai ha da poco ultimato il ponte strallato sul fiume Nanay come subappaltatore della joint venture Cosapi, Mota-Engil e Incot. Il peso complessivo è di circa 6.000 tonnellate, l’opera è formata da due viadotti di accesso composti da 34 impalcati di lunghezza variabile per complessivi 1.510 metri di lunghezza, mentre il ponte centrale presenta due torri alte 80 metri e tre luci strallate, due da 91,5 metri e una da 241,5. Dimensioni che rendono il Ponte Nanay un unicum in Perù. Il ponte porta al collegamento di una strada a doppia corsia, una per senso di marcia e marciapiedi laterali, della città di Iquitos che, con quasi 400.000 abitanti, è la più grande al mondo attualmente sprovvista di collegamenti terrestri e raggiungibile solo per via fluviale o aerea.

Le operazioni di montaggio son risultate complesse e realizzate mediante sollevamenti tandem lift con il supporto di gru di grande portata, pile provvisorie per le campate laterali, derrick di avanzamento e sollevamenti dei conci da chiatta fluviale, sono iniziate lo scorso aprile 2021 e si sono oramai concluse, rispettando le tempistiche, nonostante le difficoltà dovute alla pandemia da Covid-19 e a quelle meteorologiche della zona.

Il ponte scavalca il fiume Nanay, in piena foresta amazzonica peruviana, a poche centinaia di metri dal suo sbocco nel Rio delle Amazzoni. Nella zona, il dislivello idrico medio annuale raggiunge gli 8 metri, sommergendo per buona parte dell’anno l’area interessata dall’opera e rendendo molto complesse le attività di costruzione.

Ancora più avventurosa la realizzazione in Africa, dove Cimolai sta completando, in joint venture con l’impresa Itinera (Gruppo Gavio), il ponte sul fiume Okavango, nel villaggio di Mohembo, a nord del Botswana, all’interno di un’area inserita dall’Unesco tra i siti patrimonio mondiale dell’umanità. L’opera, lunga 1.160 metri e larga 12,4 metri con una ampiezza massima di 200 metri nella campata centrale, è costituita da un impalcato in acciaio formato da due travi principali e una trave di spina.

Il ponte è sostenuto da 72 stralli e due piloni principali alti oltre 50 metri, realizzati in sezioni troncoconiche di acciaio di diametro e spessore variabile che ricordano nella forma le zanne degli elefanti, con un profilo che caratterizza fortemente il progetto. L’intero ponte, che pesa oltre 4.500 tonnellate, è stato completamente realizzato e verniciato in 12 mesi impegnando in parallelo le officine Cimolai di Roveredo in Piano e Monfalcone. Il suo completamento consentirà di collegare le aree del Delta dell’Okavango facilitando l’accesso ai villaggi, migliorando il transito delle comunità locali e l’accessibilità turistica.

L’acciaio necessario, trasportato via nave, è stato poi trasbordato per camion lungo il migliaio di km di strade necessario per giungere in cantiere, difficilmente praticabili – e sconsigliate di notte – per la presenza degli animali della savana.

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