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Certificati Bianchi: strumento di supporto all’efficienza energetica e al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione

(come riportato in una nota dell’ANAS)

L’obiettivo di Anas è definire i potenziali interventi di efficientamento energetico, valutare accuratamente i costi di investimento necessari per la loro implementazione e stimare il risparmio energetico

Per comprendere il momento complesso che sta attraversando il mercato dei principali vettori energetici e che sta mettendo in ginocchio interi settori produttivi del nostro Paese, basti pensare che gli “addetti ai lavori” si riferiscono alla condizione attuale con espressioni del tipo “situazione mai vista prima”, “fenomeno inspiegabile” o “follia dei mercati”.

Se a primo impatto sentire parlare in questi termini dell’aumento incontrollato del costo dell’energia può lasciare sconcertati è importante, tuttavia, interrogarsi sui motivi che stanno alla base del caro energia e sulle possibili soluzioni che le aziende possono implementare per tutelarsi da future “follie dei mercati”.

Come per ogni fenomeno economico, anche per il caro energia le cause sono molteplici: la ripresa economica a seguito della pandemia è caotica in tutte le filiere e il caos riguarda anche le fonti di energia; la carenza di gas, nostra principale fonte energetica, interessa tutto il mondo e la Russia, per mezzo secolo fornitore affidabile, sta sfruttando la situazione come leva politica per fare pressioni sulla realizzazione del gasdotto Nord Stream 2; la Cina in sofferenza per via della mancanza di carbone, per evitare un crollo della propria produzione energetica, sta facendo incetta di tutto il gas liquefatto reperibile sul mercato mondiale.

Anche al lettore più esperto di geopolitica e di mercati globali la situazione apparrebbe di difficile risoluzione in quanto le cause alla base dell’aumento dei costi dell’energia sono di natura esogena al nostro sistema economico e, pertanto, al di fuori del controllo diretto della politica economica del nostro Paese.

Ciononostante, una soluzione che preserverebbe almeno in parte le aziende da futuri aumenti del costo di energia, in apparenza inspiegabili, esiste ed è la “Efficienza Energetica”.

Un’idea tanto semplice nel suo significato, ovverosia mantenere l’attuale livello produttivo di un’azienda riducendone il consumo di energia, quanto complesso nella sua applicazione: ogni processo produttivo, infatti, è diverso e ha delle peculiarità che necessitano di un’accurata analisi, che non consente di definire una ricetta unica e replicabile per aumentare l’efficienza energetica di una azienda.

La complessità, però, non deve dissuadere le aziende dal perseguire l’obiettivo di efficientare il proprio processo di produzione, tanto più che il beneficio che ne consegue è di gran lunga superiore al costo necessario per ottenerlo.

Come detto in precedenza, l’unicità di ogni azienda impone un’accurata analisi di quelle che sono le principali “utenze energetiche”, ossia le principali fonti di consumo di energia, nonché l’individuazione delle principali “inefficienze” sulle quali intervenire e le “buone pratiche” da seguire al fine di ridurre la bolletta energetica.

L’insieme di tutte le indagini effettuate su un sito produttivo, per valutare dove e come l’energia è consumata, è chiamata “Diagnosi Energetica”.

L’obiettivo della Diagnosi Energetica è quello di definire i potenziali interventi di efficientamento energetico, valutare accuratamente i costi di investimento necessari per la loro implementazione e stimare il risparmio energetico conseguibile, allo scopo di guidare l’azienda nella scelta degli interventi più remunerativi.

L’importanza sempre crescente di una politica di aumento dell’Efficienza Energetica delle aziende è sottolineata dalla presenza di meccanismi incentivati a carico della Stato italiano, volti a favorire gli investimenti in suddetto ambito.

Il meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE), anche detti Certificati Bianchi, rappresenta il principale strumento incentivante dedicato all’efficienza energetica per i settori industriale, civile e per la Pubblica Amministrazione.

I titoli di efficienza energetica (TEE) sono gestiti dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e la durata dell’incentivo è variabile a seconda della soluzione tecnologica adottata: va da un minimo di 3 anni per interventi semplici, quale la regolazione, fino ad un massimo di 10-15 anni per interventi complessi, quale ad esempio la cogenerazione.

Un Certificato Bianco equivale al risparmio di una Tonnellata Equivalente di Petrolio (TEP), corrispondente a circa 5.300 kWh di energia elettrica, ed è rilasciato dal Gestore dei Mercati Energetici (GME), su indicazione del GSE, alle aziende che ne hanno diritto.

I Certificati Bianchi possono essere scambiati con contratti bilaterali o valorizzati sulla piattaforma di mercato gestita dallo stesso GME, nelle cui sessioni è definito il valore di un certificato. Nell’ultimo anno, ad esempio, esso si è attestato ad un valore medio pari a 260 €/TEE.

Alla base del mercato dei TEE c’è l’obbligo di risparmio di “energia primaria” imposto ai distributori di energia elettrica e gas naturale con più di 50.000 clienti finali (detti “Soggetti obbligati”), in base agli obiettivi da raggiungere stabiliti dal Legislatore anno per anno.

Le modalità di adempimento a suddetto obbligo da parte dei Soggetti obbligati sono due:

  • realizzare direttamente i progetti di efficienza energetica ammessi al meccanismo;
  • acquistare i titoli dagli altri soggetti ammessi al meccanismo.

Possono prendere parete al meccanismo di scambio dei Certificati Bianchi anche i cosiddetti “Soggetti volontari”, tipicamente le Società di servizi energetici (ESCO) o le società che abbiano nominato un esperto in gestione dell’energia (EGE) certificato.

Pertanto, nella piattaforma di scambio dei titoli messa a disposizione dal GME, è possibile avere due tipologie di soggetti: quelli interessati alla vendita e quelli interessati all’acquisto dei TEE. Quest’ultimi sono tipicamente i distributori di energia elettrica e gas, ossia i Soggetti obbligati; i primi invece sono i Soggetti volontari, tra cui le ESCO che operano per conto delle imprese pubbliche o private che realizzano interventi di efficienza energetica.

La corretta quantificazione dei certificati bianchi da assegnare ad un’azienda che ha efficientato il proprio processo di produzione è in capo al GSE, che richiede, tra le altre cose, una campagna di misura del consumo di energia della stessa azienda nella situazione ante-operam e post-operam, allo scopo di calcolare l’effettivo risparmio conseguito dopo la realizzazione di un intervento di efficienza energetica.

L’Anas, allo scopo di far fronte al Caro energia e di aumentare la propria Efficienza Energetica, ha svolto, attraverso l’unità di Energy Management, un’accurata Diagnosi Energetica sui circa 4.000 punti di prelievo dell’energia elettrica dislocati sull’interno territorio nazionale, individuando, in via preliminare, i principali siti di interesse per l’implementazione di interventi di efficientamento energetico e per il contenimento degli “sprechi energetici”.

A ciò farà seguito la condivisione dei risultati della Diagnosi Energetica con le Strutture Territoriali, per definire in maniera sinergica gli interventi di limitazione degli sprechi e di miglioramento dell’Efficienza Energetica di Anas.

A tale proposito, l’unità Energy Management sta lavorando anche alla definizione delle specifiche tecniche per l’installazione di strumenti di misura e monitoraggio dei consumi energetici aziendali, al fine di: supportare le Strutture Territoriali nel monitoraggio e nella manutenzione degli impianti, intervenendo tempestivamente e evitando inutili sprechi di energia; definire al meglio gli impianti da sottoporre ad interventi di efficientamento; procedere con le campagne di misura necessarie per l’accesso al meccanismo dei Certificati Bianchi.