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Anas: con i nuovi asfalti strade più silenziose e sicure

(Come riportato in una nota di ANAS)

I bitumi addizionati con polverino di gomma di pneumatici fuori uso.

Strade italiane sempre meno rumorose e più sicure con grandi vantaggi per gli utenti. Il contributo viene da Anas che ha introdotto gli asfalti modificati con polverino di gomma di pneumatici fuori uso. Ne parla Elena Comelli in un articolo pubblicato su L’Economia, il supplemento settimanale del Corriere della Sera.

“La gomma degli pneumatici è una miscela di polimeri di altissima qualità e aggiunta al bitume per asfalti migliora le prestazioni della pavimentazione, aumentando la sicurezza grazie all’aderenza ottimale e al forte drenaggio dell’acqua, riducendo la rumorosità, tagliando i costi di manutenzione e allungando fino a tre volte la durata della strada rispetto all’asfalto tradizionale”, spiega Federico Dossena, direttore generale di Ecopneus, il principale consorzio italiano per il riciclo degli pneumatici, che quest’anno festeggia il decennale della sua attività.

Grazie al recepimento della direttiva europea “End of Waste”, si legge nell’articolo, ora il polverino di gomma non è più un rifiuto e può essere liberamente riutilizzato per una seconda vita, in un’ottica di economia circolare. Da qui la decisione dell’Anas di aprire le sue gare d’appalto agli asfalti modificati, che prima venivano usati prevalentemente per pavimentazioni speciali, come quelle per le strutture sportive, per i campi da calcio in erba sintetica, per le superfici dedicate all’equitazione o nelle aree di gioco per bambini.

L’utilizzo degli asfalti modificati fino a oggi è stato soprattutto destinato ad aree con esigenze speciali di insonorizzazione, ma è cresciuto nel tempo, grazie al costante impegno di Ecopneus, che ha lavorato anche con lo scopo di raccogliere dati scientifici su questa importante applicazione della gomma da riciclo. Uno dei vantaggi principali degli asfalti modificati, infatti, è la loro fono- assorbenza.

Progettando opportunamente le miscele bituminose è possibile ottenere un conglomerato in grado di dimezzare il rumore generato dai veicoli in transito. In Italia sono stati realizzati circa 600 chilometri di corsie realizzate con asfalto modificato, principalmente in Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte, Trentino e Alto Adige. La maggiore durata degli asfalti modificati è stata poi confermata dai test condotti sulla Variante Canali di Reggio Emilia, cruciale snodo della viabilità Reggiana: a sei anni dalla realizzazione, la pavimentazione presentava una sagoma ancora perfetta, nonostante il quasi dimezzamento dello spessore (15 centimetri contro i 25 originari).

Le analisi effettuate hanno inoltre previsto altri i8 annidi vita utile senza interventi significativi. Notevoli anche le ricadute sul fronte ambientale: grazie all’utilizzo di materie prime seconde (dal polverino di gomma al fresato del vecchio asfalto) è stata bloccata l’emissione di 40 tonnellate di CO2 nell’atmosfera e sono stati ridotti i consumi energetici di 7o mila kilowattora, un risparmio equivalente ai consumi mensili di 30o famiglie di Reggio Emilia.

“L’obiettivo per il consorzio è spingere al massimo la corretta valorizzazione degli pneumatici fuori uso. In questo decennio di attività siamo riusciti a invertire la proporzione di polverino di gomma riutilizzato rispetto a quello che finisce in valorizzazione energetica (usato cioè come combustibile, ndr), dal 30 -70 per cento del 2011 al 52-48 per cento di quest’anno», sottolinea Dossena.

L’apertura dell’Anas agli asfalti modificati farà crescere in maniera significativa l’inversione delle proporzioni: Ecopneus punta ad arrivare al 70% di polverino riutilizzato contro il 30% destinato alla valorizzazione energetica. Dare a questo materiale il suo giusto valore significa anche ridurre il contributo ambientale dovuto da chiunque acquisti un set di pneumatici, per favorirne il corretto riciclo. «Il nostro obiettivo è dare alla filiera italiana l’opportunità di affrancarsi dal contributo ambientale, affidandosi il più possibile al mercato”, rileva Dossena.

Ecopneus è già sulla buona strada: in questo decennio il contributo ambientale pagato dai consumatori, che è essenziale per supportare il corretto riciclo ma comunque irrisorio rispetto al prezzo di un set di pneumatici, si è ridotto del 27%. Ora si tratta di valorizzare ancora meglio questo materiale prezioso, riducendo così l’uso di materiali vergini: più gomma riciclata si usa e meno polimeri nuovi si dovranno produrre, con il rischio di diffonderli nell’ambiente se smaltiti in maniera scorretta.