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Accordo del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla revisione della direttiva euro-pedaggi

(come riportato su Le Strade dell’Informazione)

Prevista l’eliminazione graduale dei bolli di circolazione per i veicoli pesanti sulle reti trans-europee dei trasporti

Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo sulla revisione della direttiva Ue sui pedaggi stradali (conosciuta anche come la direttiva Eurovignette). Il provvedimento riguarda le emissioni di gas a effetto serra e altri tipi di impatto ambientale, la congestione del traffico e il finanziamento delle infrastrutture stradali. Lo si legge in una nota del Consiglio Ue diffusa dai maggiori organi di informazione.

In particolare, l’accordo prevede l’eliminazione graduale dei bolli di circolazione per i veicoli pesanti sulle reti trans-europee dei trasporti (TEN-T) entro otto anni dall’entrata in vigore della direttiva. Le strade interessate dall’eliminazione graduale sono quelle principali su cui si concentra la maggior parte del transito internazionale di veicoli commerciali.

Gli Stati membri possono continuare ad applicare bolli di circolazione su altre parti della loro rete. Ciascun Paese avrà due anni di tempo per adeguarsi alla direttiva. Le autorità nazionali, secondo quanto si apprende, hanno anche la possibilità di istituire un sistema di tariffazione combinato per i veicoli pesanti o per alcuni tipi di veicoli pesanti, che associ elementi basati sulla distanza e sulla durata e integri i due strumenti di differenziazione, uno basato sulle emissioni di CO2, l’altro, già esistente, basato sulle classi EURO.

Questo sistema consentirà la piena attuazione dei principi “chi usa paga” e “chi inquina paga”, lasciando nel contempo agli Stati membri la necessaria flessibilità nella progettazione dei propri sistemi di tariffazione stradale.

Per la Commissaria Ue dei Trasporti, Adina Valean, l’accordo odierno “è un passo importante” nella riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti e “dimostra che l’Ue è seriamente intenzionata a mettere in pratica il principio “chi inquina paga”. Il testo concordato dovrà essere approvato dal Comitato dei rappresentanti permanenti del Consiglio (Coreper), a cui seguirà l’adozione da parte del Consiglio e del Parlamento europeo.