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Viadotti, la procura di Avellino sequestra tre strutture sull’A16

Photo credit: Edilizia e Territorio

Il provvedimento in seguito alle ispezioni ministeriali che hanno fotografato uno stato di degrado preoccupante e, in un caso, anche il rischio-frana

Un servizio di Maurizio Caprino per Edilizia e Territorio sulle verifiche del MIT e il sequestro di tre viadotti a rischio sulla A16.

Mentre l’emergenza coronavirus tiene in stallo la trattativa sul caso Autostrade, arriva una nuova scossa sul fronte giudiziario: la Procura di Avellino ha ottenuto il sequestro di tre viadotti sull’A16 Napoli-Canosa, nel tratto appenninico fra Grottaminarda e Vallata.

Stavolta si sale di livello: non vengono sequestrate solo le barriere, ma le intere strutture, dopo che le ultime ispezioni ministeriali hanno fotografato uno stato di degrado preoccupante e, in un caso, anche il rischio-frana. Lo stesso su cui martedì sono entrate nel vivo le analisi tecniche prescritte dal ministero su un altro viadotto oggetto di sequestro, il Cerrano sull’A14.

Secondo Autostrade per l’Italia (Aspi), i provvedimenti della Procura riguarderebbero di fatto, ai fini delle richieste di dissequestro, le sole barriere. Ma il risultato pratico è che ci saranno forti disagi anche sull’A16, dove finora i sequestri di barriere e i lavori in corso provocano restringimenti con conseguenze limitate perché il traffico è basso: sui due chilometri circa che comprendono i viadotti Serra dei Lupi e Flumeri, si può viaggiare solo a senso unico alternato. Significa che si dovrà restare fermi per 15-20 minuti in attesa di un semaforo verde. Sperando che non si sia accumulata una coda tale da non consentire il passaggio di tutti i veicoli in attesa nella stessa direzione di marcia.

In questo periodo è probabile che si riesca a passare attendendo un solo turno. Ma d’estate, oltre al traffico delle vacanze, occorre fare i conti con quello dei tanti autocarri che trasportano pomodori dai campi del Foggiano ai conservifici campani.

Sotto sequestro c’è anche il viadotto Agrifoglio Destro, dove però si può transitare su entrambi ii sensi contemporaneamente, con scambio di carreggiata.

I tre viadotti erano stati controllati il 13 e 14 febbraio dal dirigente dell’Ufficio ispettivo territoriale di Roma del MIT, Placido Migliorino, che da mesi esegue verifiche incessantemente. Il tecnico ha riscontrato «gravi deficit manutentivi»: travi lesionate, ammaloramenti degli appoggi, ossidazioni, ferri a vista e altre lesioni.

Secondo Aspi, non ci sono pericoli immediati: le società esterne cui sono stati affidati i controlli dallo scorso autunno dopo la bufera dei report edulcorati non ne segnalano. Ma, come ormai è prassi, Migliorino chiede ulteriori esami, anche alla luce dei crolli avvenuti. E i magistrati seguono la stessa linea.

La situazione più difficile c’è sul Serra dei Lupi, che si trova su una frana spostatasi di circa 16 centimetri negli ultimi due anni, a una profondità di circa quattro metri. Quindi, c’è una pressione sulle sottofondazioni, mentre Aspi monitora solo l’impalcato.

È lo stesso problema del Cerrano che ma mandato in tilt l’A14 e la statale 16 per tutto gennaio poco a nord di Pescara, a causa della chiusura ai mezzi pesanti disposta in attesa di nuovi esami, strumenti di monitoraggio e procedure di emergenza.