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Università, il Politecnico di Milano è 137° al mondo e il primo ateneo in Italia

Photo credit: TGCOM24

(come riportato da TGCOM24)

Nel Qs World University Rankings compaiono ben 36 atenei italiani. In vetta per il nono anno consecutivo rimane il Mit di Boston

Il Politecnico di Milano si piazza al 137° posto al mondo nella Qs World University Rankings 2021, guadagnando 12 posizioni rispetto alla classifica 2020, quando occupava il 149° posto, e si mantiene saldamente in vetta tra gli atenei italiani. Nella classifica che è la più consultata al mondo, compaiono ben 36 atenei italiani tra i mille selezionati di 93 nazioni, quindi il nostro è il settimo paese più rappresentato al mondo e il terzo dell’Unione Europea, dopo il Regno Unito (86) e la Germania (45) e prima di Francia (28) e Spagna (26).

“I risultati del ranking mondiale QS – ha commentato il rettore Ferruccio Resta – arrivano in un momento di grande sfida per il Politecnico di Milano. Negli ultimi mesi, nonostante l’emergenza sanitaria, siamo riusciti a garantire da subito l’intera offerta formativa da remoto e ora anche le attività di ricerca hanno ripreso vita nei laboratori. Con il prossimo anno accademico il Politecnico ripartirà in presenza, garantendo però la didattica online agli studenti che ancora non riescono a raggiungere l’ateneo”.

Rimane il Massachusetts Institute of Technology (Mit) la migliore università del mondo per il nono anno consecutivo. Le prime tre università rimangono americane: il Mit è seguito dalla Stanford University (seconda) e dall’Università di Harvard (terza). La prima università del Regno Unito – e in Europa – è l’Università di Oxford, che scende al quinto posto. La sua concorrente connazionale, l’Università di Cambridge, rimane al 7mo posto.

La migliore università dell’Europa continentale è l’ETH di Zurigo, che mantiene il 6mo posto. Le due migliori università asiatiche sono di nuovo entrambe di Singapore: la National University of Singapore, 11esima e la Nanyang Technological University che scende al 13mo posto.

Tra le italiane, l’Università di Bologna è la più apprezzata dalla comunità accademica internazionale, posizionandosi al 69mo posto nell’indicatore Academic Reputation; la Sapienza segue al 70mo posto; trenta delle 36 università classificate migliorano in questo indicatore. Il Politecnico di Milano (137mo) è il più apprezzato dai recruiter internazionali, classificandosi 70mo per Employer Reputation. Trentadue delle 36 università classificate peggiorano.

Fanno eccezione il Politecnico di Torino (308mo), che sale di due punti in questo indicatore, a occupare il 162mo posto e l’Università Cà Foscari Venezia (751-800) che guadagna 34 posti e ottiene il 438mo posto. L’Università di Milano-Bicocca è la prima in Italia e 115esima al mondo per Citations per Faculty, l’indicatore che misura l’influenza della ricerca prodotta. È seguita dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, che si classifica 134esima in questo importante criterio.

L’Università Vita-Salute San Raffaele è la prima in Italia e la trentasettesima al mondo nell’indicatore Faculty/Student che misura la proporzione tra docenti e studenti. La seconda è l’Università Cattolica del Sacro Cuore al 490mo posto. La Libera Università di Bolzano ha il primato italiano per la proporzione di docenti internazionali (131mo posto) e il Politecnico di Milano per la proporzione di studenti internazionali (290mo posto).

L’Università di Milano-Bicocca registra la crescita più significativa, guadagnando oltre 60 posizioni e salendo dalla fascia 591 -600 alla fascia 521-530. L’Università di Napoli Federico II guadagna 48 posizioni rispetto alla edizione precedente e classificandosi al 424mo. L’Università di Trento e l’Università di Pisa entrano tra le Top 400 al mondo, classificandosi entrambe al 389mo posto, salendo rispettivamente di 37 e 33 posti.

“Quest’anno si assiste a un trend positivo e di crescita per la maggior parte delle università italiane incluse nella nostra classifica, grazie a un miglioramento in media significativo nell’indicatore che misura la reputazione accademica e in quello che misura l’impatto della ricerca prodotta. Esiste una chiara correlazione tra queste due dimensioni”, commenta Ben Sowter, Direttore QS Intelligence Unit.