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Strade, ferrovie, ponti. L’Italia crolla?

(come riportato da Lorenzo Nicolao sul Corriere della Sera)

Ecco come sostenibilità e digitale possono aiutare

Bilanci negativi, emergenze diffuse, scarsa pianificazione. Un dibattito trasversale a Milano per affrontare vecchi problemi e possibili soluzioni per le opere civili del futuro

La situazione

L’Italia è il 22esimo Paese dell’Unione europea per la qualità dei trasporti e delle infrastrutture. Un dato allarmante diffuso dalla stessa Ue nel report annuale, che rielabora la condizione di ogni Stato.

Spesso obsolete e poco sicure, le reti ferroviarie e stradali italiane sono inadeguate anche in termini di collegamento, dove tante regioni non vantano il livello di altre situate in nodi strategici più frequentati. L’80% degli spostamenti viene poi realizzato in automobile, mentre l’uso di treni, metro e autobus pubblici rimane al di sotto della media europea.

Un quadro negativo che necessita interventi urgenti e di cui si parla ormai da anni, con l’incalzare della questione ambientale e le nuove esigenze della popolazione. Dei tanti progetti stipulati, le opere effettivamente conseguite sono solo il 41%.

Perdite economiche

Le infrastrutture ricoprono invece un ruolo decisivo per la competitività di un paese. Lo ha ripetuto il World Economic Forum, che colloca l’Italia 31esima al mondo.

Se va meglio per distribuzione energetica e collegamenti aeroportuali, non è altrettanto efficiente per la qualità delle strade, delle ferrovie, dei ponti e dei porti. Il comparto di beni industriali ne risente in borsa e rimane in perdita, con il settore quasi sempre in negativo nel 2020.

Le inefficienze del sistema si accentuano se si considerano le risorse che l’Unione europea ha erogato attraverso 30,4 miliardi (dal 2014 fino al 2020), di cui 24 erano destinati ai soli trasporti, senza che l’Italia ne traesse giovamento. Questo nonostante la stessa Commissione europea avesse calcolato che il settore rappresenti il 9% del Pil dell’Ue e il 9% della forza lavoro (10,5 milioni di persone).

Le emergenze

In tali condizioni si verificano tragedie come quella del crollo del ponte Morandi il 14 agosto del 2018 oppure le difficoltà burocratiche per rilanciare zone come quella appenninica del Centro Italia, dopo aver subito il terremoto nel 2016. Se nel caso di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo è difficile una pianificazione sistemica sul come gestire la ricostruzione, a Genova sono stati appena completati i 18 piloni del nuovo viadotto del capoluogo ligure.

Pietro Salini, amministratore delegato di Salini Impregilo, ha sottolineato le componenti sostenibili della nuova opera, senza dimenticare l’aspetto della sicurezza e della qualità del lavoro realizzato. Le infrastrutture in Italia, date le condizioni di carenza e inadeguatezza, tornano così tema di dibattito a livello nazionale e interdisciplinare.

L’evento

Per queste ragioni, nella stazione Centrale Milano il 4 e 5 marzo si svolgerà un grande confronto sul tema delle infrastrutture e come ripensarle per rilanciare il settore in Italia, fornendo così ai cittadini dei servizi qualitativamente più elevati. “The smarter you build, the better you live” sarà un summit organizzato da EY per mettere in contatto imprenditori, politici e rappresentanti degli interessi del settore e dare delle risposte all’attuale difficoltà nazionale.

Da una parte sarà ripreso il tema degli investimenti per le grandi opere, soprattutto in termini di sostenibilità ambientale, dall’altra si dibatterà sulla trasformazione digitale e sulla tecnologia, come possono queste accelerare la realizzazione di nuove infrastrutture che sappiano venire incontro alle esigenze dei cittadini.

Confronto trasversale

L’iniziativa coinvolgerà molti esperti anche sul tema delle regolamentazioni, dei fondi e delle smart city future, tutti argomenti che necessitano un continuo dialogo fra le istituzioni e il mondo delle aziende, fra il pubblico e privato.

All’evento di Milano prenderanno parte circa 33 speaker, fra i principali rappresentanti dei trasporti e delle aziende coinvolte nel settore. I diversi protagonisti della progettazione e realizzazione di nuove opere dovranno interfacciarsi per superare le difficoltà legate al mondo contemporaneo.

Oltre alla sfida ambientale, dei costi e della digitalizzazione, altro punto cruciale sarà quello di interconnettere le infrastrutture in un sistema già esistente, spesso non coerente, ma con il quale certamente deve trovare armonia. Un impegno anche in termini di responsabilità.