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Senza cintura di sicurezza, risarcisce pure il conducente

Photo credit: Le Strade dell’Informazione

(come riportato da Carlo Argeni su Le Strade dell’Informazione)

La Corte di Cassazione ha precisato la sua corresponsabilità in caso di incidente

Indossare le cinture di sicurezza, quando si viaggia in automobile, dovrebbe essere un fatto scontato. Un gesto entrato nella routine quotidiana. Così non è, purtroppo, come ben sappiamo. Eppure rappresenta una valida protezione a tutela della nostra incolumità. Ma anche un obbligo di legge, puntualmente sanzionato dalle Forze dell’Ordine.

L’articolo 172 comma 1 del Codice della Strada (Cds) dispone che la indossino sia il conducente sia i passeggeri. Compresi, ovviamente, quelli seduti sui sedili posteriori. In caso di incidente chi è al volante sarà ritenuto corresponsabile delle lesioni che riporteranno quanti non le avevano allacciate.

A ricordarlo è la Corte di Cassazione (Ordinanza n. 2531/19 – Sezione III Civile), chiamata a pronunciarsi rispetto a un sinistro che aveva coinvolto una donna rimasta ferita perché non le indossava e che, poi, aveva convocato in giudizio il conducente del veicolo per il risarcimento del danno.

I Giudici hanno stabilito che quest’ultimo era tenuto a sborsare il 30% del dovuto in quanto si ravvisava una sua corresponsabilità nell’accaduto. Se chi è a bordo si rifiuta di allacciarla dobbiamo farlo scendere, non ci sono vie di mezzo. Nella malaugurata evenienza accadesse qualcosa si dovrà concorrere all’obbligo risarcitorio “… la cui quantificazione in misura percentuale è rimessa all’accertamento del Giudice di merito”. 

Il Cds riconosce delle eccezioni. Per esempio, sono esentate dall’uso delle cinture “… le persone che risultino, sulla base di certificazione rilasciata dalla unità sanitaria locale o dalle competenti autorità di altro Stato membro delle Comunità europee, affette da patologie particolari o che presentino condizioni fisiche che costituiscono controindicazione specifica all’uso dei dispositivi di ritenuta”; le donne “in stato di gravidanza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all’uso delle cinture di sicurezza”. I certificati devono essere esibiti su richiesta degli operatori di Polizia. 

E’ bene sottolineare, ancora una volta, che le cinture di sicurezza riducono il rischio che il guidatore e i passeggeri urtino l’interno del veicolo o siano catapultati fuori al momento dell’impatto. E’ stimato che il loro uso corretto riduce del 50% la probabilità di morte in un caso di incidente.