Condividi, , Google Plus, LinkedIn,

Stampa

Porto di Genova, il caos viabilità costa il 5% del traffico container

Photo credit: Ansa

Le difficoltà di accesso rischiano di dirottare le spedizioni verso altri scali. Mondini: per le imprese gli ultimi crolli più dannosi della tragedia del Morandi

Da una analisi di Raoul De Forcade e Marco Morino scritta per Edilizia e Territorio sulle difficoltà di circolazione delle merci nell’area di Genova.

Il caos viabilità che ha colpito la Liguria dopo il crollo del ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018, sta compromettendo gravemente sia il sistema portuale ligure sia interi comparti economici del Nord Ovest, facendo lievitare i costi legati ai trasporti e alla logistica.

L’allarme è contenuto nell’edizione 2019 del rapporto Oti, l’osservatorio sulle infrastrutture del Nord Ovest a cura delle tre maggiori associazioni territoriali di Confindustria della macro-area: Assolombarda, Unione industriale di Torino e Confindustria Genova.

Il 2019 è stato infatti caratterizzato dal crollo di un altro viadotto sulla A6 Savona-Torino e da pesanti limitazioni alla circolazione sulla rete autostradale ligure per accertati problemi di staticità. In particolare, il settore dei trasporti eccezionali è praticamente paralizzato a causa dell’impossibilità di accedere ai porti liguri e ai valichi alpini del Nord Ovest attraverso l’attuale rete stradale e autostradale.

«Il 2019 si conferma un anno di sofferenza per le infrastrutture, basti pensare che l’80% dei progetti monitorati dal rapporto Oti Nord Ovest nell’anno appena trascorso non ha fatto passi in avanti – commenta Stefano Venturi, vicepresidente di Assolombarda con delega alla competitività territoriale -. La ragione va ricercata sia nel mancato finanziamento di molti cantieri, sia nell’aggravarsi di criticità legate alla complessità delle procedure, alla lentezza degli enti decisionali e, in alcuni casi, al persistere di veti politici.

Purtroppo – continua Venturi – anche nel 2019 si registra il fallimento di importanti imprese appaltatrici, con la conseguente necessità di riassegnazione dei lavori».

Porti liguri a rischio

Gli eventi di fine novembre, si legge nel rapporto, che hanno determinato le chiusure e le successive riaperture a singhiozzo delle autostrade A6 Savona-Torino e A26 Voltri-Gravellona Toce – peraltro con limitazioni di corsie e di portata – hanno avuto gravi ripercussioni sull’intero tessuto economico ligure e sulle attività portuali in particolare.

A questi peraltro si debbono aggiungere le pesanti limitazioni sulla A7 Genova-Serravalle, interessata in più tratti da lavori che ne consentono il transito in una sola corsia per senso di marcia.

Le limitazioni di sagoma e massa che interessano le autostrade liguri in diversi tratti hanno di fatto precluso la possibilità di effettuare trasporti eccezionali sulla rete autostradale ligure con pesanti ripercussioni sui traffici degli scali liguri ai quali detti trasporti erano diretti.

Sebbene le previsioni ricavate dai piani di impresa a suo tempo presentati delle imprese terminaliste indichino uno sviluppo dei traffici portuali per i prossimi tre anni del +3,9%, vi è il concreto rischio che la fragilità del sistema viario ligure e le oggettive difficoltà di raggiungere i porti liguri inducano gli armatori e i rappresentanti della merce a spostare i traffici verso altri scali.

Nel caso del porto di Genova, gli effetti negativi conseguenti al crollo del ponte Morandi si sono registrati, come da previsioni, anche nel 2019. Sebbene le nuove arterie al servizio del porto e della città aperte nel corso 2018 (ossia le strade “La Superba” e “Guido Rossa”) siano riuscite a limitare in parte i danni causati dalle gravi carenze infrastrutturali del territorio, l’inutilizzabilità del ponte ha comportato disagi e congestionamenti sulla viabilità urbana e quella portuale.

Spiega Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto (spedizionieri genovesi): «Con questa situazione autostradale, sommata all’onda lunga del crollo del Morandi e nell’attuale congiuntura europea e nazionale non favorevole, il porto di Genova rischia di perdere tra il 4 e il 5% del suo traffico contenitori. Intanto, per le condizioni delle infrastrutture viarie si è già azzerato il project cargo (cioè i trasporti eccezionali via nave, ndr)».

Anche il porto di Savona-Vado ha risentito negativamente delle gravi criticità che hanno interessato le autostrade liguri ed in particolare del crollo del viadotto sulla A6 Savona Torino avvenuto il 24 novembre. La tratta Savona-Altare risulta a oggi transitabile su una sola corsia per senso di marcia. Peraltro tale tratta autostradale è interessata da frequenti provvedimenti di chiusura totale della circolazione in occasione della diramazione di allerte meteo “rosse“ da parte delle autorità competenti alla luce del possibile ripetersi di eventi franosi che possano pregiudicare la staticità dei piloni.

Le imprese di Genova

«Nel mondo dell’autotrasporto sembra pesare più quello che è accaduto sulle infrastrutture autostradali liguri, a novembre e dicembre del 2019, che non gli effetti del crollo del viadotto Morandi». A sottolinearlo è il presidente di Confindustria Genova, Giovanni Mondini, presentando i risultati dell’analisi congiunturale sull’economia genovese del secondo semestre 2019.

Analisi che mostra una situazione di resilienza del territorio con cantieristica navale e hi-tech che vanno bene, così come traffico marittimo, crocieristico e merci, nonché il turismo, che sale a livelli pre-Morandi. Meno bene invece metalmeccanica, impiantistica, chimica e plastica.

«Sicuramente – afferma Mondini – ci sono imprese che subiscono disagi dalla situazione delle strade. Non possiamo ancora essere certi che si tramutino in perdite tendenziali e che si consolidino, ma sicuramente molti oggi devono fare mezzi miracoli per evadere gli ordini nei tempi giusti e ricevere materiale come si deve. Soprattutto gli autotrasportatori stanno denunciando questo problema, che andrà gestito.

Non a caso sono state create task force, già attive, alle quali partecipano istituzioni e associazioni di categoria, noi compresi, proprio per prevenire e pianificare al meglio. Perché è innegabile che ci aspettino ancora mesi e mesi, che poi si traducono in anni, di cantieri aperti su tutte le vie di accesso a Genova».