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Ponte di Genova, Salini Impregilo e Fincantieri completano la costruzione dell’ultima delle 18 pile

(come riportato su Edilizia e Territorio)

Pietro Salini: «Questo non è un miracolo. Nel nostro Paese esistono eccellenze in grado di realizzare grandi opere in tempi brevi»

È stata completata ieri l’ultima della 18 pile in cemento armato, alte 40 metri, che sorreggeranno il nuovo viadotto di Genova costruito dalla joint venture Pergenova (Salini Impregilo e Fincantieri). La fondazione della prima pila del ponte che sostituirà il Morandi è iniziata il 25 giugno 2019 e, a seguire, sono state realizzate, in media, circa tre pile al mese.

«Nel giugno scorso – ha detto Pietro Salini, ad dell’azienda omonima – siamo partiti con la prima gettata e quello che vedete è la conclusione di un grande lavoro fatto dall’unione di persone molto capaci, che sanno realizzare i sogni. Ma vi assicuro che questo di Genova non è un miracolo. Nel nostro Paese esistono eccellenze in grado di realizzare grandi opere in tempi brevi: attendono solo l’opportunità di farlo».

Il commissario straordinario per la ricostruzione, Marco Bucci, ha parlato di «momento simbolico. In meno di otto mesi dal giorno della prima gettata abbiamo tutte le pile pronte ed è un messaggio di efficienza non solo per Genova ma per tutta l’Italia. Seguendo il codice degli appalti ci sarebbero voluti circa due anni e mezzo per assegnare i lavori. Noi ci abbiamo messo tre settimane e mezzo».

Secondo il governatore ligure Giovanni Toti, si è imboccata «la strada giusta. E lo dobbiamo anche alle 43 persone che non ci sono più: loro resteranno, per Genova, gli angeli del ponte che hanno spinto tutti a pensare che quest’opera avesse un valore in più» della mera ricostruzione di un viadotto.