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Negli aeroporti cinesi, protagonista l’intelligenza artificiale

(come riportato da Carlo Argeni su Le Strade dell’Informazione)

Gate di imbarco con self-service biometrici e chat bot

L’intelligenza artificiale al servizio del trasporto aereo. Soprattutto in Cina dove agenti virtuali e chat bot rimpiazzano operatori e contact center. Le chat bot, lo rammentiamo, sono software che simulano conversazioni con un essere umano. Forniscono risposta, a seguito di un input, con parole chiave correlate.

L’obiettivo dell’88% delle compagnie aeree e dei gestori degli aeroporti è di personalizzare quanto più possibile il servizio alla clientela. Trend confermato dal report “SITA 2019 China IT Insights”.

Quasi la metà dei vettori ha implementato attività di customer service basate sull’Artificial Intelligence a fronte di un 64% di viaggiatori cinesi che preferirebbe disporre di un assistente di viaggio digitale.

Nel 27% degli scali sono attivi gate di imbarco con self-service biometrici (sistemi informatici in grado di identificare una persona sulla base di una o più caratteristiche biologiche e/o comportamentali).

Si conta di arrivare al 66%, nei prossimi tre anni, per garantire transiti più sicuri e veloci. Inoltre, si incentivano i passeggeri a utilizzare i device per effettuare i pagamenti e per acquisire informazioni sul proprio volo.

Si vogliono ridurre tutti quegli imprevisti che, oltre al disagio che comportano, sono un costo per l’industria del trasporto aereo.

Intelligenza artificiale, analisi predittiva dei dati e altre “chicche” tecnologiche possono concorrere a migliorare il servizio. Si stima che nel 2035 il numero hub aeroportuali in Cina passerà dagli attuali 234 a 450.