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Liguria, il caos autostradale mette in allarme gli altri concessionari

Photo credit: Corriere Web

(come riportato da Maurizio Caprino e Raoul De Forcade su Enti Locali & Edilizia)

Le misure sui test in galleria richieste dal MIT non sono state applicate nemmeno dall’Anas

Alla fine dell’ennesima giornata di traffico difficile in Liguria, arriva un miglior coordinamento della gestione della viabilità e la rassicurazione che da sabato prossimo non si rischieranno più chiusure di interi tratti ma “solo” pesanti disagi per i tanti restringimenti a una corsia. Quindi le polemiche non si spengono, ma oscurano decenni di omissioni. Che riguardano sia i gestori di strade (controllati) sia il ministero delle Infrastrutture (MIT, controllore). In tutta Italia.

Oggi si litiga sull’interpretazione della circolare del 1967 che impone ispezioni trimestrali sulle gallerie. I gestori sostengono che non obbligasse a smontare ogni volta i rivestimenti interni, il MIT a fine maggio ha precisato che ciò è obbligatorio ma si possono far validare metodi di analisi che consentano di rinviare di qualche mese gli smontaggi. Autostrade per l’Italia (Aspi) e l’associazione di categoria (Aiscat) lamentano in sostanza che la precisazione è arrivata 53 anni dopo e solo per un solo gestore. Il che è anche un’ammissione implicita che non sono in regola nemmeno gli altri. Gli addetti ai lavori sanno che non lo sono nemmeno i gestori pubblici delle strade non a pedaggio.

La circolare e l’articolo 14 del Codice della strada hanno indotto la Procura di Genova a contestare l’omissione di atti d’ufficio ad Aspi, per il mancato smontaggio. La Procura procede perché il 30 dicembre c’è stato un crollo importante, senza vittime solo fortuitamente. Il MIT conosce da decenni i difetti di costruzione e il degrado delle gallerie, non solo autostradali, ma i tecnici che volevano affrontarlo sono stati quasi sempre messi in un angolo.

Ne esce un sistema in cui non agire conveniva sia al controllore sia al controllato. Ma l’Italia è il Paese che ha la metà delle gallerie dell’Europa intera e sono anche vecchie. Era inevitabile che si arrivasse a questa situazione.

Il MIT la fronteggia con l’abnegazione di un solo tecnico, mentre non riesce a far decollare l’Ansfisa, la super-agenzia voluta dopo il crollo del Ponte Morandi: dovrebbe controllare tutto con decine di tecnici, ma la sua funzione è stata ridimensionata alla chetichella, col risultato di salvare i suoi futuri vertici da responsabilità che appaiono troppo pesanti.

I disagi in Liguria sono la conseguenza di tutto questo. Ieri si sono ripetuti specialmente in mattinata: 11 chilometri di coda sulla A12 e A10 sulla A26 tra Masone e il bivio con l’A1. Sulla A7 i chilometri si sono “limitati” a quattro tra Genova Sampierdarena e il bivio A7-A12. Con ovvie, forti ripercussioni sul traffico cittadino, anche se il porto non ha patito particolari disagi: il lunedì, dicono gli operatori, è sempre giorno di limitata congestione.

Ieri l’AD di Aspi, Roberto Tomasi, ha incontrato i vertici di Autorità di sistema portuale, Confindustria Genova e Cciaa. Confermato che il cronoprogramma di attività «sarà attuato come prescritto dal MIT» e chiarito che «le lavorazioni successive e la presenza di cantieri sulla rete potranno comportare una progressiva variazione delle condizioni di traffico dal 10 luglio e, compatibilmente con le attività da svolgere, non prima di fine mese». Tomasi ha sottolineato la necessità che sia «approvata urgentemente una normativa univoca nazionale che chiarisca, in modo definitivo e inequivocabile, modalità e tempi di ispezione delle gallerie sul territorio italiano per tutti i gestori infrastrutturali».

Il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, sembra tenere il punto anche con un occhio alla trattativa sulla revoca della concessione: «Nel tempo si sono accumulati pesanti e profondi ritardi in controlli e manutenzioni. Io ho una responsabilità e la esercito nel rigore dei controlli, con le migliori pratiche disponibili».

Ieri confronto tra Assiterminal, Assagenti, Spediporto, Trasportounito, Cna, Ascom e sindacati. «Stiamo studiando – ha detto Giuseppe Tagnocchetti di Trasportunito – azioni, come una manifestazione di protesta a Roma per la viabilità ligure e un esposto alla Procura (che segue quello per i danni alla mobilità causati dal crollo del Ponte Morandi, depositato il 25 maggio scorso, ndr). La nostra categoria sta subendo un danno di un milione al giorno». Il direttore di Spediporto, Giampaolo Botta, spiega che «si sta pensando a un manifesto e a iniziative comuni tra le associazioni»