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L’assicurazione auto post-Covid: i prezzi tornano a salire

(come riportato da Federico Formica su La Repubblica)

Ma le esigenze cambiano. Tutto quello che c’è da sapere sulla Rc

Le polizze, ai minimi storici ad aprile, stanno rincarando. Ma dopo l’esperienza del lockdown le compagnie si attrezzano per fornire più flessibilità ai propri clienti. Tra Rc familiare e opzione di congelamento: ecco come risparmiare

La fase più acuta della pandemia è coincisa con il momento migliore per rinnovare una polizza di Rc auto, con i prezzi ai minimi storici. Ma adesso che la crisi sanitaria è superata, la pacchia delle assicurazioni sta finendo.

La curva dei prezzi, ottenuta grazie ai dati dell’osservatorio di Facile.it, è chiarissima: fino a febbraio, quando la media era di 536 euro, la discesa è graduale. Poi iniziano le montagne russe: una discesa a picco (498 euro in media a marzo, 463 ad aprile), seguita da una ripida salita. Ma il costo medio di un’assicurazione a maggio è di 503 euro, comunque oltre 30 euro sotto alla media di febbraio.

I motivi sono diversi, ma uno dei principali è il crollo dell’incidentalità: con buona parte del parco auto fermo per settimane, il rischio di sinistri (e di vittime della strada) è crollato. Secondo il rapporto annuale dell’autorità di settore Ivass, pubblicato il 18 giugno, tra il primo febbraio e il 15 maggio 2020 gli incidenti sono diminuiti del 53% rispetto allo stesso periodo del 2019; a marzo a aprile il calo è stato rispettivamente del 67% e del 79%.

Questo si ripercuote sul premio Rc auto, che si basa anche sul calcolo delle probabilità di dover pagare i danni causati da un proprio cliente. Anche perché le compagnie assicurative, grazie al lockdown, hanno risparmiato quasi 1,9 miliardi di euro in risarcimenti.

Il Covid ha impattato sui prezzi dell’Rc auto come un meteorite. Per dare la misura di cosa sia accaduto negli ultimi tre mesi basta continuare a leggere il rapporto Ivass. Nel 2019 il premio medio si è abbassato rispetto all’anno precedente, sì, ma di soli 2 punti percentuali. Gli italiani, almeno fino a quel momento, pagavano in media 90 euro in più rispetto alla media di Francia, Spagna, Germania e Regno Unito. Il gap rimane, anche se negli ultimi sei anni si è dimezzato.

I risparmi con la Rc familiare

E gli automobilisti ne hanno approfittato. Sempre Facile.it rileva un boom di nuove polizze: considerando il mese di maggio l’aumento è stato del 40% rispetto allo stesso mese del 2019. Numeri mai visti. Per il settore è stata una specie di tempesta perfetta, ma in positivo per i consumatori. Poche settimane prima che l’Italia chiudesse tutto per Coronavirus, infatti, era entrata in vigore l’Rc auto familiare, che permette di assicurare in prima classe anche un veicolo di categoria diversa (e non necessariamente nuovo, può essere anche un rinnovo) all’interno del nucleo familiare.

Chi è rientrato nei requisiti è riuscito a mantenere in tasca delle cifre importanti. A livello nazionale (dati dell’osservatorio di Facile.it) un automobilista che è riuscito a passare dalla classe 14 alla prima grazie alla nuova norma ha ottenuto un risparmio del 58%, pari a 501 euro. In provincia di Milano è andata anche meglio con un risparmio medio del 64%.

La lezione delle polizze che si possono ‘congelare’

Se il costo medio dell’assicurazione si sta “normalizzando”, come dicono gli addetti ai lavori, ci sono delle cose che, dopo la pandemia, non torneranno più come prima. Una su tutte: la polizza sospendibile. Axa, ad esempio, fa sapere che le richieste di sospensione “durante i mesi di marzo e aprile sono aumentate di 3 volte rispetto a quanto accade di solito in questo periodo dell’anno”. Costretti a tenere l’auto ferma, in tanti hanno “congelato” la polizza posticipandone così anche la scadenza. Salvo poi, con il quasi ritorno alla normalità, tornare ai livelli standard. Ma una volta presa confidenza con lo strumento, è probabile che questi automobilisti continuino a sfruttarlo anche per occasioni meno drammatiche di una pandemia. Axa spiega di aver introdotto anche una formula “pay per use” che si basa sul numero di chilometri percorsi. Un’altra declinazione della flessibilità assicurativa.

Allianz invece non ha osservato questo aumento perché, spiega la società, “l’automobile è un mezzo essenziale per tutti e le sospensioni classiche sono di durata minima di 30 giorni”. In pochi se la sono sentita di rinunciare alle quattro ruote per un periodo così lungo. Allianz è però corsa ai ripari lanciando un nuovo prodotto che consente di sospendere la polizza anche solo per 48 ore fino a 30 giorni anche non consecutivi. Unipol, che nel carnet dei suoi prodotti non ha polizze sospendibili, si è inventata un voucher che consente ai suoi clienti di recuperare il costo di un mese di Rc auto, a patto però che restino fedeli e rinnovino per l’anno successivo.

In tempi normali si può sospendere una polizza solo se si è scelto a monte un contratto che lo preveda. Tuttavia il Parlamento ha esteso a tutti questa possibilità: nel trasformare in legge il decreto Cura Italia infatti è stato previsto che chiunque possa chiedere la sospensione dell’Rc auto fino al 31 luglio.

Una volta ricevuta la domanda la compagnia è obbligata ad adempiere. Il problema è che gli eventi sono stati più rapidi dell’iter parlamentare: la novità è infatti entrata in vigore a pochissimi giorni dalla fase 2, quando molti italiani hanno ricominciato a usare l’auto, lo scooter o la moto.

Per chi voglia comunque sfruttare questa possibilità è bene sapere che l’auto – oltre ovviamente a non poter circolare – non può neanche sostare su una strada o in un parcheggio aperto al pubblico. Il proprietario deve tenerla custodita in un luogo privato non accessibile. Perché in caso di danni a terzi (lo sfortunatissimo ma calzante esempio del freno a mano che si sgancia) la compagnia potrebbe rivalersi sul cliente.

Il boom delle nuove tecnologie

Prezzi in calo, nuovi prodotti e alta tecnologia. Questo mix ha favorito anche realtà come Prima Assicurazioni, un’agenzia assicurativa che a maggio ha registrato un +140% di polizze vendute rispetto al maggio 2019.

Guardare all’evoluzione di realtà come Prima può fornire indicazioni sul futuro del settore assicurativo. Prima, che si considera anzitutto una “tech company”, ha informatici che realizzano software e algoritmi a seconda delle esigenze dei clienti e del mercato.

Prima Assicurazioni non è l’unica a investire in alta tecnologia: secondo il rapporto Insurtech 2020, nel 2019 gli investitori hanno impegnato 6,3 miliardi di dollari in società assicurative ad alto livello di innovazione; il 58% in più rispetto al triennio 2017-2019. È anche vero, però, che questa pioggia di denaro è confluita in sole 25 aziende sulle 238 analizzate. Il grosso degli investimenti va a finire verso le realtà più consolidate. Ma la strada è tracciata.