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La pandemia fa impennare la richiesta di immobili per la logistica

(come riportato da Sabino Cirulli)

In Italia il lockdown triplica i clienti che acquistano online: da gennaio a maggio 2 milioni di nuovi consumatori

Il Covid-19 ha avuto ripercussioni significative su tutti i settori dell’economia incluso il mercato immobiliare. Le mutate abitudini d’acquisto imposte dal lockdown sono diventate nelle fasi successive sempre più d’uso comune con un’impennata dell’e-commerce a scapito del tradizionale commercio al dettaglio.

L’effetto immediato, come rilevato da un report sulle prospettive della filiera italiana realizzato dal dipartimento di ricerca della società di real estate World Capital, ha visto una forte crescita nella richiesta di immobili ad uso della logistica. Un comparto strategico per il nostro paese che conta quasi 100mila imprese e 1,5 milioni di addetti per 85 miliardi di fatturato pari al 9% del PIL italiano.

L’e-commerce in particolare, dall’inizio dell’anno a maggio, ha registrato secondo le stime del forum Netcomm 2 milioni di nuovi clienti di cui 1,3 da attribuire all’impatto dell’emergenza sanitaria. Una crescita decisa se si pensa che nello stesso periodo dell’anno scorso i nuovi consumatori erano 700mila, il dato atteso qualora non avessimo avuto coronavirus e lockdown.

L’E-Commerce dunque secondo gli esperti del settore richiederà sempre più magazzini di stoccaggio risultando il settore che più ha tratto vantaggio da questa congiuntura, con un incremento pari al+55%, seguito da modern food retail (+23%) e vendita all’ingrosso di prodotti farmaceutici (+15%).

Il rapporto di World Capital evidenzia nello specifico come riguardo le modifiche operative da attuare sugli immobili, solo nel 53,8% dei casi questo si è dimostrato in grado di adattarsi a nuove esigenze, invece oltre il 20% degli intervistati afferma di dover ampliare l’area riservata al magazzino a causa dell’incremento dei volumi di merce acquistata via web da movimentare.