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La pandemia cambia la mobilità: un italiano su due (56,7%) si muove in auto

Photo credit: Le Strade dell’Informazione

(come riportato da Le Strade dell’Informazione)

La paura del contagio ha drasticamente cambiato le abitudini degli italiani. Uno su due si muove in auto perché si sente più al sicuro, un dato in crescita del +22,5% rispetto all’anno precedente, di questi il 65% è over 65, e il 70% continuerà a farlo anche quando si raggiungeranno zero contagi e sarà disponibile il vaccino.

Il dato emerge dal secondo Osservatorio Mobilità e Sicurezza di Continental, realizzato in collaborazione con l’istituto di ricerca Euromedia Research ed EY, da cui si rileva anche che la mobilità del futuro post covid sarà sicuramente targata “green”.

Il 78,7% del campione intervistato vorrebbe autoveicoli sicuri ed ecologicamente puliti, solo il 15,4% punta su monopattini elettrici, mono-ruota o biciclette. Difficoltà economiche e confusione sulle nuove tecnologie frenano il mercato ma, in presenza di incentivi, il 64,5% dei cittadini si dichiara interessato a cambiare la propria auto.

Sono circa tre italiani su dieci (34,3%) ad aver cambiato le proprie abitudini di mobilità: il 39,2% lo ha fatto per paura dei mezzi pubblici, l’11,4% per la paura dell’affollamento dei treni, il 10% per la paura di uscire di casa.

A fronte di questo 60,6% che dichiara di aver cambiato le proprie abitudini per “paura”, il 31,2% degli intervistati riconduce la drastica riduzione del proprio bisogno di mobilità a delle cause oggettive come lo smartworking o il ritorno alle proprie terre d’origine, il southworking. Inoltre non prevedono di tornare alle abitudini pre-Covid in tempi brevi: infatti, l’83,2% degli intervistati dichiara che almeno per l’autunno e l’inverno manterrà le nuove abitudini “sicure” di spostamento.

Un intervistato su tre (32,8%) si dichiara disponibile ad acquistare un nuovo veicolo: il 20,5%, potendo scegliere, acquisterebbe un’auto ad alimentazione ibrido benzina (preferita dagli over 65), il 19,5% si orienterebbe sull’elettrico (in particolare la fascia 25-44 anni), il 17,8% vorrebbe un’auto ad alimentazione ibrido plug-in, mentre il 15,2% manterrebbe la propria scelta sulla benzina (specialmente gli under 25).

La maggior parte del campione non propenso a cambiare il proprio mezzo, riconduce la propria scelta principalmente a ragioni di carattere economico (32,6%) o alla non esigenza di cambiare l’auto poiché ritenuta relativamente nuova e senza problemi (31,4%). Solo il 10,7% dichiara, invece, di non essere interessato poiché ha appena cambiato il proprio veicolo.

Il 6,6% riconduce la propria non disponibilità a cambiare automobile all’assenza di adeguati incentivi seguiti da un 5,7% che parla di incertezza del futuro lavorativo.

“La pandemia ha rappresentato un momento di rottura di alcuni trend consolidati e abbiamo voluto, ben conoscendo le tendenze dell’automotive, leggere in profondità la nuova percezione del consumatore sulla sicurezza, che assume significati più estesi sui quali sono opportune riflessioni e reazioni – dichiara Alessandro De Martino, amministratore delegato di Continental Italia –.

Emerge un ritorno di interesse per l’automobile privata come mezzo di trasporto che garantisce sicurezza in tutte le sue accezioni, compresa quella sanitaria oggi divenuta di drammatica attualità.

È però meno scontata l’indicazione forte che questa preferenza andrà oltre la fine della pandemia, perché le nuove paure si sono sedimentate in profondità. Si crea quindi un nuovo spazio per l’automobile, che deve presentarsi all’appuntamento con soluzioni ecologiche, sicure e sostenibili. Devono essere chiariti meglio al consumatore gli aspetti tecnologici – indubbiamente complessi – senza darne per scontati i vantaggi.

Gli amministratori pubblici dovranno tenere conto di queste esigenze dei cittadini e gestire la questione mobilità, specie nelle città, con iniziative straordinarie e agili. Gli incentivi sono una grande opportunità: sono percepiti come indispensabili per svecchiare il parco circolante e ottenere al contempo una mobilità sicura e sostenibile dal punto di vista ambientale.

Le nuove auto hanno limiti molto elevati da rispettare in termini di emissioni e grazie alla tecnologia sono molto più sicure. Siamo molto soddisfatti che la consapevolezza del consumatore sul tema sicurezza coinvolga in modo sempre più evidente anche gli pneumatici, peraltro con una stagione invernale che sta iniziando ora”.

Per quanto riguarda la mobilità urbana, il 42,3% degli intervistati (principalmente tra i cittadini che risiedono nei grandi centri urbani, in particolare Roma, Milano e Napoli) ritiene che il proprio comune sia pronto per accogliere cambiamenti di tipo sociale e strutturale per mantenere le città decongestionate dal traffico e più vivibili.

Consultati sulle misure utili per mantenere le città decongestionate dal traffico e più vivibili da un punto di vista di qualità dell’aria, il 47% degli intervistati suggerisce un potenziamento dello smartworking e dei servizi di prossimità, il 42,6% indica un sostegno del trasporto pubblico e il 30,4% consiglia di puntare sull’elettrificazione dei veicoli, infine il 29,7% punta sulla pianificazione degli orari di ingresso al lavoro, a scuola.

Infine il rapporto analizza anche il tema della sicurezza stradale. Quest’anno gli italiani si sentono meno sicuri al volante rispetto al precedente. Il 75% dei cittadini che oggi confida sulle proprie capacità mentre è alla guida fa registrare un -12% rispetto all’anno precedente.

Tra i meno tranquilli troviamo gli over 65, gli stessi che in emergenza Covid-19 hanno ripreso a guidare le loro autovetture al fine di evitare i mezzi pubblici o in sharing. In merito alle cause della sicurezza stradale, l’elemento più importante, viene ricondotto alla figura del guidatore (48,8%), seguito dai freni (10,2%), i sensori e i sistemi di guida assistita (8,8%, menzionati in particolare dai motociclisti), le cinture di sicurezza (8,1%, citate soprattutto dagli autisti di professione) e gli pneumatici (6,7%).

Il 96,4% attribuisce agli pneumatici una forte importanza sul piano della sicurezza stradale e oltre l’85% dichiara di prestarvi molta attenzione (soprattutto uomini, di età compresa tra i 45 e i 64 anni, residenti nel Sud e in aree periferiche).