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La corsa italiana al Recovery plan. Auto a idrogeno, 5G, identità digitale, semiconduttori: le indicazioni dell’Europa

Photo credit: Il Fatto Quotidiano

(come riportato da Roberto Petrini su La Repubblica)

I documenti tecnici di Bruxelles indicano sette aree strategiche nelle quali intervenire: tutti i Paesi sono invitati a indicare progetti concreti per realizzare questi obiettivi. Nell’elenco anche energia green, innovazione e istruzione digitale.

Le chiamano le “flagship”, in un certo senso sono le sette priorità che i paesi che chiederanno i finanziamenti al Recovery Fund dal prossimo 15 ottobre, dovranno rispettare. Sono elencate nelle prime pagine dello “Staff working” delle “Linee guida” messe a punto nei giorni scorsi dalla Commissione europea per gli stati membri: tutti i paesi sono invitati ad indicare nei loro “Recovery plan”, con numeri e progetti concreti, come potranno contribuire alla realizzazione di questi obiettivi.

Un vincolo che, unito a quello del 37 per cento dei fondi condizionato al green e al 20 per cento al digitale, può rendere più ripida e accidentata la strada dei “programmatori” del nostro governo. L’Europa che la Commissione vede di qui ai prossimi 5-10 anni, grazie al Next Generation Eu, è un Continente che – stando agli obiettivi – dovrebbe cambiare faccia.

Auto a idrogeno, 100 mi-ioni di famiglie a energia rinnovabile, alfabetizzazione digitale per il 70 per cento della popolazione, semiconduttori e processori più efficienti, copertura 5G per internet di ultima gene-razione completa in tutto il Continente, contatti cittadino-pubblica amministrazione solo a livello telematico.

Un’Europa del futuro e una sfida per l’Italia che si avvia mettere nero su bianco i propri progetti. Come emerge dalle sette linee guida della Commissione e dagli effetti concreti che produrranno, che riassumiamo di seguito, se saranno rispettati gli obiettivi fissati da Bruxelles si potrebbe aprire la strada ad una grande modernizzazione.

  1. Lo scatto dell’energia green. Si prevede che il 40 per cento dei 500 GW di energia necessari in Europa fino al 2030 siano costituiti da energia rinnovabile. Significa che 200 GW di energia nel 2030 dovranno essere prodotti con sistemi rinnovabili: siccome una famiglia tipo consuma 2.700 Kw all’anno si prevede, ad esempio, che 100 milioni di famiglie in Europa siano alimentati con energia verde. Inoltre si prospetta che al 2025 circa 1 milione di tonnellate di idrogeno verde (cioè realizzato con energie rinnovabili) sia prodotto e trasportato nel Continente. Un milione di tonnellate vale circa 4 miliardi di metri cubi, circa il 6 per cento della domanda attuale di gas in un paese come l’Italia.
  2. Sempre più innovazione. L’obiettivo è quello di raddoppiare entro il 2025, cioè nei prossimi quattro anni, il tasso di innovazione.
  3. Idrogeno alla stazione di servizio. Costruire una su tre delle tre milioni di stazioni di ricarica necessarie e metà dei 1.000 stazioni ad idrogeno necessarie. Oggi in Europa ci sono 177 stazioni di rifornimento ad idrogeno e una in Italia (a Bolzano). Per chi non lo sapesse esistono già modelli auto ad idrogeno come la Hyunday Nexo e la Toyota Mirai.
  4. Internet superveloce. Assicurare entro il 2025 il più ampio possibile e ininterrotto collegamento a 5G. Come è noto il 5G è la nuova rete mobile super-veloce: 20 volte della attuale 4G. Sarà molto più facile scaricare e vedere film in streaming o fare teleconferenze o smart working.
  5. Identità digitale per tutti. Tutti i cittadini europei dovranno avere una identità digitale, cioè un codice riconoscibile di accesso alla pubblica amministrazione che dovrà mettere a disposizione tutti i servizi on line. Dai certificati, al pagamento delle multe al pagamento delle tasse, dovrà esser possibile fare ogni operazione on line.
  6. Telefonini e computer più efficienti. Raddoppio della produzione dei semiconduttori in Europa con l’obiettivo di produrre semiconduttori 10 volte più efficienti. I semiconduttori sono il cuore dei microprocessori e di conseguenza dei computer: oggi consumano molta energia e molto calore, soprattutto in vista dell’utilizzo dei big data e dell’attività di mining vanno resi più efficienti. L’altro obiettivo è di raddoppiare la quota di compagnie (oggi è pari al 16 per cento in Europa) che usano cloud e big data.
  7. Istruzione digitale per tutti. L’obiettivo è di portare al 70 per cento la quota di cittadini europei tra i 16 e i 74 anni che possiedono abilità digitali di base.