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Imprese di costruzioni: una ricerca sulle più dinamiche del 2019

(come riportato da Aldo Norsa su Edilizia e Territorio)

Non solo notizie negative per le imprese di costruzioni colpite prima dalla crisi generale del settore (soprattutto in Italia) e dopo dalla pandemia globale che sta provocando ritardi nei cantieri.

Questa sequenza di informazioni flash aggiorna il testo del Report 2019 curato dall’autore per la società di ricerca Guamari sulle principali imprese di costruzioni e società di architettura e ingegneria. In attesa della pubblicazione del Report 2020, il prossimo novembre, contenente i principali dati di bilancio (2019) e le informazioni sull’assetto e le strategie dell’offerta nell’anno in corso. Le classifiche aggiornate (e ampliate alle prime 150 imprese di costruzioni) si possono scaricare dal sito www.guamari.it.

Qui volutamente si privilegiano le buone notizie, relativamente alle imprese (generali e specialistiche) che le hanno sinora fornite a Guamari e/o le hanno pubblicate nei loro siti, perché in una fase di crisi drammatica come l’attuale interessa capire chi è più dinamico e meglio preparato a uscirne.

Le imprese di costruzioni incluse in questa prima ricognizione, in ordine di classifica per cifra d’affari 2018, sono 20 (di cui sei specialistiche): Salini Impregilo (leader tra le imprese italiane) che ha acquistato nel 2015 la statunitense Lane Industries, nel 2018 Seli Overseas e Glf Usa e nel 2019 Cossi; Pizzarotti (seconda); Rizzani de Eccher (terza) che consolida Sacaim e Codest International; Bonatti (quarta) partecipata da Igefi (Di Vincenzo); Ghella (quinta); Itinera (sesta), parte del gruppo Astm/Gavio, che nel luglio 2017 ha acquistato il 50 percento della statunitense Halmar International; Trevi (settima) in fase di ristrutturazione del debito; la cooperativa Cmb (ottava); Sicim (decima); Salcef (12°); Icm (14°); Inc (17°); Carron (18°); I.Co.P. (24°); Intercantieri Vittadello (27°); Maeg Costruzioni (29°); De Sanctis Costruzioni (32°); Vianini Lavori (33°), appartenente al gruppo Caltagirone; Garc (54°) e D’Agostino Costruzioni Generali (104°), che nel 2019 ha acquistato il ramo d’azienda di Tecnis dopo averne rilevato uno da Impresa nel 2015. In aggiunta si forniscono informazioni sul Consorzio Integra.

LE IMPRESE GENERALI

Carron – A livello consolidato nel 2019 ha fatturato 218,5 milioni (più 4,7 percento) con un ebitda di 15,7 milioni (più 22,7 percento) e un indebitamento finanziario netto di soli 4,5 milioni (a fronte di una posizione leggermente attiva nel 2018, dovuto all’incremento del capitale circolante per i lavori in corso).

A tutt’oggi il portafoglio lavori raggiunge 843 milioni. In particolare ha ottime prospettive la controllata Carron Bau, operante in Alto Adige da una decina d’anni, che ha una posizione finanziaria netta positiva per 10,4 milioni (a fronte di 9,8 milioni nel 2018) e un portafoglio lavori di 80 milioni.

Cmb – Ha chiuso il 2019 con un fatturato di 600 milioni, un portafoglio ordini di 3 miliardi (tra costruzioni e servizi) e un calo dell’indebitamento che continuerà smobilizzando asset immobiliari e project ospedalieri maturi. Privilegia contratti che premiano la qualità anziché il ribasso, come la partnership col gruppo australiano Lendlease per la riqualificazione dell’area Expo per l’Università di Milano e l’accordo quadro per la realizzazione dei complessi direzionali “Spark One” e “Spark Two” a Milano Santa Giulia. Il ritorno all’estero dà soddisfazioni.

Non solo, nonostante l’emergenza covid-19, i due cantieri ospedalieri in Danimarca (in ati con Itinera e del valore proquota di 194 e 59 milioni) sono rimasti aperti ma, lo scorso novembre, ha vinto (con Csc, filiale svizzera di Salini Impregilo, e Italiana Costruzioni) la gara per la ristrutturazione del Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra. In Italia ha iniziato la costruzione dell’ospedale Santa Chiara di Pisa in un raggruppamento guidato da Inso (messa in vendita dai commissari di Condotte).

D’Agostino – Oltre a sviluppare i lavori acquistati dall’amministrazione straordinaria di Tecnis fin dal 2019 mantenendo buoni risultati reddituali e patrimoniali si è aggiudicata nell’aprile 2020 la gara per la realizzazione di una variante di tracciato sulla linea ferroviaria Bari – Lecce (80 milioni) in raggruppamento con le società di ingegneria Rpa e Technital.

De Sanctis Costruzioni – Sempre forte di una posizione finanziaria attiva è impegnata a sviluppare il mercato dell’edilizia privata. Dall’anno scorso è attiva a Roma in due grossi cantieri: la ristrutturazione di un edificio storico da adibire a hotel Marriott e il restauro e risanamento conservativo di un edificio per uffici di Prelios e PwC (rispettivamente da 18,5 e 16,2 milioni). Nel mercato pubblico lavora per Anas all’ammodernamento di una tratta della SS 117 “Centrale Sicula” per un importo contrattuale di 96 milioni

Garc – Nel 2019 il fatturato ha raggiunto 79,9 milioni, raddoppiato in a cinque anni. L’incremento delle strutture tecniche per l’analisi e la preventivazione delle commesse e la creazione di una struttura commerciale a presidio di nuovi mercati come la Lombardia e il Centro Italia ha temporaneamente ridotto l’ebitda a 4 per cento del fatturato.

La scelta di puntare sulla digitalizzazione dei processi produttivi, sulla riduzione degli impatti ambientali e sulla responsabilità sociale di impresa sono i pilastri su cui si basa l’affermazione di Garc quale operatore con particolari competenze nella riqualificazione dei progetti brown field (con specializzazione anche nella demolizione e nelle bonifiche).

Ghella – La maggior parte della produzione 2020 è assicurata dal fatto che sono rimasti operativi i principali cantieri all’estero: in Norvegia, a Oslo, i lavori di armamento ferroviario per la FolloLine (equivalenti a 1.1 miliardi), in Vietnam, quelli per Metro Hanoi (230 milioni), in Australia per Metro Sydney (2 miliardi) e per Cross River Rail (quattro stazioni di ferrovia urbana interrata per 3 miliardi).

Hanno avuto brevi fermi solo i cantieri in Nuova Zelanda del Central Interceptor, nuovo collettore fognario di Auckland (450 milioni) e in Argentina del Riachuelo, nuovo collettore fognario d Buenos Aires (400 milioni).

Icm – A fine 2019 il portafoglio ordini ammontava a 2,2 miliardi, di cui quasi un terzo all’estero. In marzo si è aggiudicata una commessa in Slovacchia per la modernizzazione della linea ferroviaria 110 nel tratto Devi’nska Nova’ Ves – Ku’ty, che collega Bratislava al confine con la Repubblica Ceca. Il contratto vale 274,9 milioni con una quota di competenza del 70 percento. In Italia si conferma tra le poche imprese specializzate in tall buildings (dopo Cmb e Colombo) con il cantiere di successo di Corso Como Place, a Milano, per conto di Coima.

Inc – Grazie all’attività svolta con il consorzio stabile Sis (a cui partecipa il gruppo spagnolo spagnolo Sacyr e la società di ingegneria Sipal, dello stesso gruppo Fininc) è impegnata nella realizzazione della Pedemontana Veneta, della quale ha superato il 75% dei lavori riaprendo i cantieri dopo un breve stop per l’emergenza sanitaria. Lo scorso ottobre ha firmato il contratto per la costruzione del nuovo Policlinico di Milano firmato dall’architetto Stefano Boeri. Da febbraio, in raggruppamento con Coedmar, Sacyr e l’impresa belga Deme, è in gara per il hub del porto di Ravenna (200 milioni) in concorrenza con il raggruppamento formato da Rcm Costruzioni, Fincosit (scorporata da Glf) e l’impresa belga Dredging International.

Intercantieri Vittadello – Forte di una posizione finanziaria costantemente attiva è in buona posizione par partecipare ai lavori “a finire” del progetto “Mose” (di un importo stimabile in un miliardo entro il 2023), in quanto unica impresa di rilevanti dimensioni rimasta socia del Consorzio Venezia Nuova dopo le eclissi di Astaldi, Condotte, Glf e Mantovani. È nella short list per i lavori di bonifica del Mar Piccolo di Taranto in raggruppamento con TB Teseco Bonifiche, Quadrato Divisione Industria, Golder Associates, Acquatecno e Progevi.

Itinera – L’impresa che fa capo ad Astm (gruppo Gavio) ha chiuso il 2019 con un fatturato consolidato che sfiora il fatidico miliardo (più 56 percento, con una quota internazionale che sale dal 50 al 62 percento), portandosi tra le top five e un ebitda che si mantiene sui livelli del 2018. La posizione finanziaria si conferma attiva e raggiunge 65 milioni. Lo scorso ottobre si è aggiudicata la commessa per la realizzazione della fase 2 della al-Abdali road in Kuwait per un equivalente di 275 milioni.

Inoltre, nonostante l’emergenza sanitaria i due cantieri di edilizia ospedaliera in Danimarca (in ati con Cmb e del valore proquota di 236 e 186 milioni) sono sempre rimasti aperti e i lavori proseguono con soddisfazione.

Pizzarotti – Lo scorso ottobre è entrata nel mercato norvegese aggiudicandosi in joint venture con Salini Impregilo al 51 percento) un contratto da 380 milioni per il potenziamento di una tratta ferroviaria di 13,6 chilometri tra le città di Nykirke e Barkåker, a sud di Oslo. In gennaio ha ceduto la partecipazione nella società di progetto per la concessione (ottenuta 12anni fa con Astaldi e Techint) di quattro nuovi ospedali toscani (Lucca, Massa-Carrara, Pistoia e Prato) al fondo britannico Equitix.

Rizzani de Eccher – Lo scorso novembre ha firmato ad Amsterdam un contratto design & build per un complesso (con le due torri più alte della città, da 110 e 102 metri) a uso ricettivo e residenziale da oltre 245 milioni. Confermando una competenza nei tall buildings che ha già dimostrato realizzando (con il gruppo svizzero Implenia) il grattacielo Intesa SanPaolo a Torino e quello per Gazprom a Minsk (con il gruppo belga Besix). Lo scorso dicembre è subentrata a Clea nel contratto di riqualificazione dell’ospedale di Cattinara (Trieste) da 140 milioni. In gennaio ha ridotto l‘esposizione nell’immobiliare cedendo il resort di lusso di Sistiana nel complesso di Portopiccolo a Hig Realty Partners in collaborazione con InvestiRE Sgr.

Salini Impregilo – Nell’attesa della definitiva omologa del concordato preventivo di Astaldi, da inglobare nel futuro gruppo Webuild (nome inspiegabilmente esterofilo), si è rafforzata con un aumento di capitale di 600 milioni nel quale è riuscita a coinvolgere, oltre a Cdp, grandi banche e prestigiosi investitori. In marzo ha presentato un preconsuntivo di bilancio 2019 con un fatturato stabile a 5,1 miliardi (e portafoglio ordini cresciuto dell’8,6 percento a 36,2 miliardi). Gli indici reddituali in miglioramento (del 28,5% l’ebitda e quasi quadruplicato l’ebit) e l’indebitamento finanziario netto si è ridotto del 26,5 percento. In Italia si segnala per la resilienza con cui non ha mai chiuso il cantiere del nuovo viadotto autostradale del Polcevera a Genova (con Fincantieri Infrastructure) e solo per pochi giorni quello per la linea metropolitana 4 di Milano (con Astaldi).

Vianini Lavori – Dal 2016 ritirata dalla quotazione in Borsa, per volontà del gruppo Caltagirone, mantiene buoni risultati reddituali e patrimoniali limitandosi a terminare i lavori in corso (solo in Italia). Il principale è quello della Metro C a Roma (con Astaldi e Consorzio Integra), uno dei pochi cantieri mai interrotti anche durante il picco dell’emergenza sanitaria. L’impresa romana ha il 43,5 percento del consorzio costruttore titolare di un contratto che attualmente vale 1,6 miliardi.

IMPRESE SPECIALISTICHE

Bonatti – L’impresa leader nella realizzazione di pipeline attiva all’estero in 18 Paesi, rafforza la sua presenza in Messico grazie a tre commesse per infrastrutture di stoccaggio idrocarburi per un valore totale di circa 230 milioni, ultima delle quali quella di Topolobambo nello stato di Sinaloa.

I.Co.P. – Per sostenere l’attività “di nicchia” nel microtunnelling (svolta per oltre un terzo all’estero) cerca nuove fonti di finanziamento attraverso la quotazione di minibond su ExtraMot Pro3 di Borsa italiana (nuovo segmento dedicato alle emissioni da parte di Pmi dinamiche non quotate).

Maeg Costruzioni – Ha un portafoglio ordini, con specializzazione in costruzione di edifici e infrastrutture in carpenteria metallica, con un orizzonte di un anno e mezzo di fatturato: Opera per oltre due terzi all’estero e ha cantieri dalla Romania al Camerun, da Dubai alla Francia. In quest’ultimo Paese in febbraio ha inaugurato la cupola tropicale dello zoo di Beauval in Francia che copre un’area di circa un ettaro ed è alta 38 metri.

Salcef – Lo scorso novembre è stata ammessa alla quotazione AIM di Borsa Italiana. E ha presentato un bilancio consolidato 2019 con un fatturato di 311,2 milioni (meno 2,5 percento), ma con indici reddituali in miglioramento: ebitda, ebit e utile netto crescono rispettivamente dell’11,5, 15,5 e 30,6 percento.

Ottime notizie anche dal patrimonio netto aumentato dell’82,7 percento e dalla posizione finanziaria netta che da passiva (per 2,2 milioni) diventa attiva per 55,9 milioni. Da gennaio è nella short list (con un solo altro concorrente) per la realizzazione della tratta di alta velocità ferroviaria Bakersfield – San José in California (alleata con il gruppo industriale canadese Bombardier e il general contractor statunitense Weitz del gruppo multinazionale egiziano Orascom).

Sicim – Il preconsuntivo per il 2019 è 400 milioni di fatturato (praticamente tutto in pipelines e all’estero) con 60 milioni di ebitda. Lo scorso novembre ha ottenuto nella Repubblica Ceca il contratto per il potenziamento della rete europea per il trasporto del gas proveniente dalla Siberia attraverso il Mar Baltico (82 milioni).

Trevi – In gennaio è stata notificata l’omologa dell’accordo di ristrutturazione dell’indebitamento del gruppo quotato in Borsa. In marzo è stata conclusa la vendita al gruppo indiano Meil della divisione oil&gas (fonte negli ultimi anni di perdite gestionali) costituita dalle società Drillmec e Petreven per oltre 116 milioni. Malgrado i dati preconsuntivi per il 2019 (ricavi consolidati per 624,3 milioni, perdita di 73 milioni) siano peggiori delle previsioni del piano 2019-2022 la società prevede (anche tenendo conto dell’emergenza pandemia) che questo non pregiudichi il raggiungimento degli obiettivi fissati per un ritorno in bonis.

Un discorso a parte va fatto per una realtà non inclusa nella classifica come Consorzio Integra, aderente alla Lega delle Cooperative, che però tra i suoi circa 140 soci comprende diversi nomi presenti nella top 100. Il suo bilancio 2019 presenta questi dati principali: una produzione di 541,6 milioni, un’ebitda di 2,6, un risultato netto di 1,2 e soprattutto nuove acquisizioni per 994 milioni. Conferma l’impegno (mutualistico) di terminare lavori in corso da parte di imprese associate (cooperative). Tra le grandi opere nelle quali cui è subentrato al CCC (Consorzio Cooperative Costruzioni) si segnala la realizzazione della metro C di Roma che non ha mai interrotto i lavori malgrado l’emergenza sanitaria.