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Gli specialisti di Gae Engineering: attività cronoprogramma, turni. Così il cantiere riparte in sicurezza

Photo credit: Napoli Fanpage

(come riportato da Maria Chiara Voci su Edilizia e Territorio)

Le indicazioni operative che la società specializzata nella Construction Safety userà anche nei grandi cantieri in cui è impegnata

In un servizio redazionale Maria Chiara Voci per Edilizia e Territorio intervista l’ing. Giuseppe Amaro per il supporto alle fasi di coordinamento della sicurezza di un’opera, dalla progettazione all’esecuzione della stessa.

Far ripartire i cantieri bloccati in Italia: con l’impiego di tecnologia e grazie a una rivisitazione del cronoprogramma e una rimodulazione delle attività. È la sfida di Gae Engineering, società di servizi di ingegneria nata nel 2009 a Torino con il core business del Fire Consulting e rapidamente cresciuta nella Safety e nella Construction Safety, cioè nel supporto alle fasi di coordinamento della sicurezza di un’opera, dalla progettazione all’esecuzione. «Siamo convinti – spiega l’ingegner Giuseppe Amaro, fondatore e titolare – che sia necessario non perdere tempo e agire ora, per sviluppare la progettualità che ci aiuterà a ripartire in sicurezza. In queste settimane, stiamo mettendo in campo tutte le nostre conoscenze e competenze. I cantieri potranno essere riavviati. A iniziare da quelli in cui siamo direttamente coinvolti, oltre dodici in Italia per un valore complessivo di oltre 430 milioni. Da Milano Porta Nuova per Gioia 22 e il centro direzionale Unipol, fino al prolungamento Collegno-Cascine Vica della linea metropolitana di Torino e alle nicchie della Tav. Saranno quasi 600 gli operai che ci troveremo a gestire».

Ma come dovrà essere affrontato il periodo di transizione? «La prima regola è quella di non sospendere in questi giorni le attività tecnico-amministrative e quelle dei direttori tecnici e di cantiere, dei progettisti delle imprese, dello staff di direzione lavori, del coordinamento della sicurezza nonché del project management – prosegue Amaro -. Si tratta di implementazioni che, come ha chiarito anche l’Oice, dovranno essere riconosciute nella commessa complessiva e che sono utilissime per garantire la rapidità della ripresa».

Quindi, occorre ripensare l’operatività. «Il punto di partenza è ridefinire e ridimensionare gli spazi e le aree logistico-assistenziali utili alle maestranze nonché determinare e organizzare i flussi di accesso e uscita dal cantiere – afferma Patrizia Ganzi, responsabile del Safety Construction per Gae Engineering -. Il cronoprogramma di ciascuna opera dovrà essere dunque ripensato nell’ottica di un “graduale” ritorno ai parametri di ordinarietà».

Come previsto dalle linee guida emanate dal Mit, chi coordina la sicurezza dovrà aggiornare il piano, inserendo misure aggiuntive da adottare e ricalcolando gli oneri per la sicurezza. Ad esempio, si dovrà prevedere il costo di sanificazione delle aree logistiche, degli uffici e del cantiere (comprese le macchine e le attrezzature); l’inserimento di servizi igienici e di lavabi che abbiano in dotazione erogatori di detergenti disinfettanti; l’affissione di una cartellonistica specifica in tema Covid-19. Le stesse squadre di lavoro dovranno essere riorganizzate su una turnazione che limiti le file con attese all’ingresso e uscita dal lavoro. In questo caso, può essere utile l’installazione di varchi e tornelli. Inoltre, sarà indispensabile inserire in guardiania una figura addetta alla misurazione della temperatura corporea dei lavoratori. Con la funzione di controllare anche che tutti indossino mascherine (preferibili rispetto all’osservanza del distanziamento delle persone).

«La gestione dei flussi dovrà riguardare anche il cantiere – continua Patrizia Ganzi -. Nel caso di edifici di elevata altezza, dove lo spostamento delle maestranze avviene con utilizzo di montacarichi o ascensori del fabbricato, la capienza dovrà essere regolamentata in modo diverso e potrà essere dimezzata o addirittura portata a un quarto a seconda delle situazioni». Il General Contractor avrà la responsabilità di coordinare e garantire le attività di sanificazione, gestendo direttamente quelle delle parti comuni e dei servizi generali e supervisionando quelle riferite alle attrezzature dei singoli subappaltatori. Tutto sarà segnalato in un apposito registro. Indispensabile sarà la formazione e informazione delle maestranze in merito ai comportamenti generali e relativi all’esecuzione di ogni lavorazione peculiare. Inoltre, andrà predisposta una attenta modulistica con le procedure per ingresso dei fornitori.

Droni, videoconferenze e attività di streaming possono essere utili per effettuare verifiche sul campo, anche da remoto. Ma ci andrà sempre un controllo anche diretto. «Operativamente – conclude Patrizia Ganzi -, attraverso un’applicazione implementata di una piattaforma già utilizzata per la gestione ordinaria del cantiere, si potranno verificare le presenze e l’attuazione della programmazione proposta dall’impresa e rilevare anomalie specifiche in tema di contenimento Covid-19. La stessa applicazione, consentirà di allertare ed informare in tempo reale o a fine giornata in merito all’andamento del cantiere, al rispetto delle procedure e potrà riscontrare le non conformità fornendo al contempo misure di sicurezza supplementari. Attraverso l’alert quotidiano sarà possibile anche verificare e migliorare di giorno in giorno l’efficacia delle misure precauzionali adottate».