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Emissioni: l’UE vuole tagliarle del 60% entro il 2030

Photo credit: Imagoeconomica

(come riportato su Le Strade dell’Informazione)

Eliminazione graduale di tutte le sovvenzioni dirette e indirette ai combustibili fossili entro il 31 dicembre 2025

L’Europa corre spedita verso un piano di decarbonizzazione dell’economia per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Un obiettivo che deve essere acquisito non solo a livello globale ma da ogni singolo stato membro.

È uno degli emendamenti che la Commissione Ambiente ha inserito nel piano sulla legge per il clima. Il testo, approvato nei giorni scorsi, con 46 voti a favore, 18 contrari e 17 astensioni, prevede l’eliminazione totale dei sussidi alle fonti fossili entro il 2025 e un target per la riduzione delle emissioni al 2030 del 60% rispetto ai livelli del 1990.

Il documento suggerisce interventi in vari comparti produttivi, in particolare trasporti, energia ma anche edilizia ed agricoltura. Uno degli strumenti principali con cui la commissione vuole attuare il piano è il mercato delle emissioni (Ets).

Lo si vuole applicare al settore marittimo, ridurre le quote gratuite di cui gode attualmente il segmento dell’aviazione, fino a includere il trasporto su gomma e gli edifici, con l’ipotesi di applicare il concetto anche ai distributori di carburante.

Ruolo importante per la mobilità a emissioni zero avranno anche i nuovi limiti sulla CO2 imposti ai produttori, mentre sforzi importanti verranno richiesti anche all’agricoltura.

Rispetto alla bozza precedente, che risale a marzo, viene introdotto il carbon budget, ovvero la quantità di emissioni che si possono ancora diffondere senza venir meno agli impegni dell’accordo di Parigi.

Le indicazioni degli scienziati in tal senso sono abbastanza chiare. Se non si riducono le emissioni di almeno il 65% entro il 2030 non si riuscirà a mantenere l’aumento delle temperature del nostro pianeta entro 1.5 gradi.

Gli eurodeputati chiedono inoltre l’eliminazione graduale di tutte le sovvenzioni dirette e indirette ai combustibili fossili entro il 31 dicembre 2025, sottolineando la necessità di continuare la lotta contro la povertà energetica.

La risoluzione finale sul tema verrà votata nella prima seduta di ottobre.