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Digitalizzazione, appello dei territori: occorre accelerare su 5G e banda ultralarga

(come riportato da Celestina Dominelli su Enti Locali & Edilizia)

Uncem e Ali: la rete unica va gestita da un soggetto strutturato come Tim

Uno: banda ultralarga e 5G sono due binari paralleli che devono procedere di pari passo per ridurre il divario digitale tuttora esistente.

Due: è indispensabile investire nelle infrastrutture per superare la mancanza di adeguate reti in una porzione consistente del Paese e per farlo occorre puntare su un operatore che abbia le capacità e il know how per mettere in pista un simile intervento. Tre: il Recovery Fund può offrire un formidabile assist all’Italia per colmare la distanza che la separa dal resto d’Europa su questo fronte.

La ricetta tratteggiata da Marco Bussone, presidente dell’Uncem (l’Unione dei Comuni, delle comunità e degli enti montani), e da Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e presidente di Ali (Autonomie Locali Italiane), ha alle spalle un lavoro che va avanti da anni sul territorio nel tentativo di contenere la debolezza strutturale con cui si misura una parte significativa della penisola, rappresentata plasticamente, in pieno lockdown, dal piccolo Giulio Giovannini, dodici anni, di Scansano, nella Maremma toscana, che ha percorso più di un chilometro per giorni per partecipare alle lezioni a distanza fino a quando Tim non ha avviato i lavori di copertura del piccolo Comune e dei paesi limitrofi per portare la connettività a banda ultralarga.

«Il problema del divario digitale – spiega il presidente dell’Uncem Bussone – è legato ai diritti di cittadinanza e rinvia ad altri due aspetti oltre alla rete dati obsoleta: il primo è la difficoltà di accesso al segnale televisivo che interessa ancora 5 milioni di abitanti e per la cui risoluzione abbiamo avviato un accordo con la Rai; il secondo riguarda 1300 Comuni italiani dove è ancora complicato telefonare o inviare un messaggio.

Sono tre sfere del digital divide inscindibili l’una dall’altra e per questo abbiamo sottoscritto a luglio con la ministra dell’Innovazione tecnologica, Paola Pisano, un protocollo d’intesa per accelerare la digitalizzazione dei Comuni montani italiani». Un passaggio, quello dello sforzo deciso a sostegno del digitale, che anche Ricci considera imprescindibile.

«Il lockdown – sottolinea il numero uno di Ali – ha messo in evidenza l’importanza dello spazio sovvertendo di fatto quel modello di sviluppo che è andato affermandosi negli ultimi decenni e che ha privilegiato i grandi centri a scapito dei piccoli Comuni e delle aree interne.

Ora abbiamo l’opportunità improcrastinabile di un riequilibrio territoriale, di ridare slancio a quei piccoli centri che nel tempo hanno perso terreno a vantaggio delle città, ma per avviarlo dobbiamo investire sulle infrastrutture e sul digitale sfruttando anche il supporto che può arrivare dal Recovery Fund.

Se non lo facciamo, rischiamo di perdere un’occasione unica».Insomma, la direzione da perseguire è chiara, ma lo è anche la soluzione da battere perché entrambi insistono sulla necessità di puntare le fiche su un soggetto strutturato che acceleri sia la diffusione della banda ultralarga che del 5G, «due tasselli strettamente collegati», dicono all’unisono.

«Il piano nazionale per la banda ultralarga è in ritardo di due anni e i sindaci sono arrabbiati e preoccupati. Occorre, quindi, procedere celermente con la realizzazione di una rete unica che deve essere gestita da un soggetto in grado di agire su tutti e due i versanti.

E oggi l’unica vera rete capillare a livello nazionale, che piaccia o no, è quella di Tim e una rete unica parte da qui. Non ci sono alternative», prosegue Bussone che ricorda poi la dote da 1,5 milioni inserita nella legge di bilancio 2020 per nuovi tralicci dedicati alla telefonia mobile nei territori montani («è un buon punto di partenza»).

E anche il presidente di Ali Ricci è convinto che la lotta al digital divide possa essere portata avanti solo da un soggetto strutturato come Tim che, ricorda il primo cittadino di Pesaro, «ha fornito un importante contributo con 2mila Comuni, prevalentemente nelle aree bianche, raggiunti dalla banda ultralarga negli ultimi 5 mesi. È l’operatore più credibile per condurre in porto questa operazione – chiarisce ancora Ricci -.

Ma bisognerà accelerare anche sul 5G: è una occasione che il nostro Paese non può perdere. Per questo motivo, sto lavorando a una rete di Comuni pro 5G per sensibilizzare i cittadini sui vantaggi di questa tecnologia».