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Costa: le strategie per la green mobility dopo l’emergenza sanitaria

(come riportato da formulapassion.it)

Ripartire e accelerare sulla strada intrapresa prima del Coronavirus. Questo il sunto dell’intervista al ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che ha fatto il punto sulla situazione e su quelle che potrebbero essere le azioni da intraprendere per rilanciare e semplificare il green in Italia. A partire dalla mobilità, con ecobonus e infrastruttura elettrica in primis.

[…] Ecco. Proviamo a guardare oltre la Fase 2. Da dove «ripartire»? Si comincia a parlare di «Green Recovery». «Ci stiamo tutti concentrando sulle norme sanitarie e su quelle di liquidità. Sacrosante. Ma c’è un’altra norma a cui stiamo già lavorando proprio al ministero dell’ambiente. La chiamiamo “Norma Semplificazione”. Che sia poi “Norma Ripresa” o “Sviluppo Italia” serve comunque a dare una scossa. Tre sono le parole chiave: semplificazione, velocizzazione e sburocratizzazione. Termini complementari. Velocizzazione significa contingentamento dei tempi delle autorizzazioni. Sburocratizzazione vuol dire che chi deve dare un parere lo dà in valutazione tecnica e non burocratica. La semplificazione vuol dire incidere sulla procedura amministrativa».

Quindi?

«Per mettere una colonnina per la ricarica di un mezzo elettrico non è possibile siano necessarie tra 11 e 18 autorizzazioni amministrative. Un Paese così è ingessato. Io come ministero sono come il prezzemolo fra gli altri, devo fare in modo che in campo ambientale si tengano salde le tutele, ma devo anche agire per cambiare il sistema».

Banalizzi ancora con un altro esempio.

«Ipotizziamo di voler rilanciare l’opzione green energetica, che appartiene al ministero dell’ambiente ma anche allo Sviluppo economico: potremmo utilizzare una procedura di valutazione di impatto ambientale solo per il mondo delle rinnovabili. Oggi c’è una commissione che deve valutare tutte le attività — le rinnovabili, un ponte o un porto. Se invece ne facciamo una, con esperti interministeriali, dedicata, si potrebbero a tagliare i tempi delle autorizzazioni dal 70% al 90%». […] Le foto dallo Spazio hanno reso evidente che il blocco di auto e attività industriali ha fatto crollare l’inquinamento. Come questo dato va trasformato in proposte per il futuro?

«Abbiamo sempre detto che il peso antropico determinava l’inquinamento. Ma non serve processare chi sosteneva il contrario. Se stiamo pensando alla ripresa con uno “choc” green, allora guardiamo ai provvedimenti. Cominciamo con l’aumentare gli ecobonus per i cittadini portandoli al 90% per fare efficientamento energetico e rigenerazione edilizia di abitazioni e condomini. Al ministro Patuanelli l’ho proposto e gli è piaciuta. L’ecobonus oggi è al 65% massimo, ed è scomputabile dalla dichiarazione dei redditi in 10 anni: quindi se anticipo 100 mila euro, prenderò 6.500 euro all’anno. Se si porta al 90% e lo scomputo tra 3 e 5 anni, si consente un anticipo di capitale molto minore: i 100 mila euro si recuperano a 30 mila all’anno per tre anni. E si è creato lavoro senza costruire».

Un’altra soluzione?

«Le colonnine di ricarica elettrica degli autoveicoli. Mettiamole con una certa facilità in tutti i comuni. E poi, a chi vuol cambiare una macchina a motore termico da Euro 0 a Euro 5, invece di dare 5 mila euro come adesso se ne possono dare 15 mila. Si ingolosiscono le persone a passare a un’auto ibrida oppure total elettrico, visto che sono state realizzate tante colonnine sul territorio. Le case automobilistiche sono spinte a produrne di più — e più se ne producono, meno costano, ulteriore vantaggio — ma anche la ricerca tecnologica è invitata ad avanzare più velocemente. È un’idea semplice e tocca le famiglie: sono loro a fare il cambiamento del paradigma economico, non le grandi imprese». […]