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Coronavirus e Fase 2, in città ci muoveremo in monopattino: le regole, i modelli, i servizi di sharing

Photo credit: Corriere della Sera

(come riportato da Federico Cella sul Corriere della Sera)

Come anticipato dal ministro De Micheli, con l’utilizzo dei mezzi pubblici limitato, sarà necessario incentivare la «mobilità dolce». Con bici e monopattini elettrici che vedranno una normativa definitiva e incentivi per l’acquisto. Ecco cosa accadrà

L’emergenza virus ha rallentato tutti e tutto, a volte con situazioni drammatiche di vero stop dalle quali sarà anche difficile ripartire. Ma il lockdown, e la successiva Fase 2 attesa per il 4 maggio, hanno anche portato alcuni settori a fare un balzo avanti, anticipando tempi più fisiologici. Parliamo del lavoro e della didattica, tutt’e due a distanza e con strumenti digitali sconosciuti ai più fino all’inizio di marzo. E parliamo anche della mobilità, uno dei grandi temi che città e cittadini dovranno affrontare con le nuove direttive del Governo.

Su quest’ultimo tema il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti De Micheli in un’intervista al Corriere è stata molto chiara sui temi di fondo: l’utilizzo dei mezzi pubblici, soprattutto nelle ore di punta, andrà limitato per avere al massimo il 50% dei posti occupati. Il che – pur nel tentativo di «differenziare gli orari di lavoro» – porterà a un maggiore utilizzo delle macchine di proprietà con conseguenti ingolfamenti e forse la necessità di attivare delle zone Ztl. Serviranno quindi mezzi alternativi per muoversi da casa al lavoro e viceversa.

Qualche giorno fa l’aveva detto anche il sindaco di Milano, Beppe Sala: «Noi andremo avanti nel potenziare e migliorare lo sharing e la mobilità dolce. Bici elettriche, monopattini». Richiedendo al Governo finanziamenti (e dunque incentivi per l’acquisto) in tal senso. Appello ribadito successivamente anche da Antonio Decaro, che è primo cittadino di Bari nonché attuale presidente dell’Anci, l’associazione dei comuni italiani, a monte di una videoconferenza con sindaci di diverse città nel mondo.

La richiesta è stata accolta e rilanciata dal ministro: «Modificheremo il codice della strada per consentire l’apertura di piste ciclabili in via transitoria anche solo con segnaletica orizzontale e anticiperemo risorse. E nel prossimo decreto legge ci saranno incentivi per l’acquisto di bici, bici elettriche e monopattini».

L’emergenza come detto porta anche ad accelerazioni, e questo dovrebbe riguardare appunto le norme sull’utilizzo di mezzi elettrici alternativi, i cosiddetti mezzi dell’ultimo miglio, nelle vie cittadine.

Se per le bici elettriche esistono già delle norme ben definite nel Codice della strada, diversa è la situazione – piuttosto confusa allo stato attuale – per i monopattini elettrici. Una delle mode del momento, castrata dal lockdown ma che appunto verrà rilanciata con la Fase 2. Il mezzo equiparato agli acceleratori di andatura ma senza un corpo normativo specifico, passerà dall’essere una scelta di stile a una sorta di piccola necessità.

E così si dovrebbe arrivare rapidamente a una soluzione del caos legislativo. Iniziato con il Decreto Toninelli del luglio scorso, dove l’allora ministro dei Trasporti cercava di mettere un po’ di chiarezza – soprattutto verso gli arrembanti marchi di sharing alla conquista del mercato italiano – aprendo in diverse città, quelle che ne facevano richiesta, spazi di sperimentazione in attesa di una legge definitiva.

Che sembrava di fatto essere arrivata con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle norme di riferimento e dunque la liberalizzazione della circolazione anche dei monopattini elettrici dal 1° gennaio di quest’anno. Tutto a posto? Non proprio, perché un rapido dietrofront aveva di fatto sospeso l’applicazione dell’equiparazione dei monopattini elettrici alle biciclette e l’emendamento è rimasto fermo ai box (ovviamente superato dalla necessità di provvedimenti di ben diversa portata sociale). Ora si apre un fronte del tutto nuovo. I monopattini, e così le bici, diventano uno dei tanti beni promossi al livello di “necessari” dall’emergenza.

In attea di capire le mosse del Governo in tal senso, sia sulle norme sia sugli incentivi, cerchiamo di mettere un po’ di ordine sull’esistente. Sia in termini di legge, sia sul lato proprio dei servizi di sharing e dei prodotti: cosa c’è sul mercato, per monopattinisti alle prime armi? Iniziamo dalle regole.

Se rimangono validi i parametri finora portati avanti dalle istituzioni, così come avevamo scritto all’inizio dell’anno i monopattini elettrici conformi per potenza e velocità – così come stabilito dal decreto Toninelli, che rimane la base per le caratteristiche tecniche legali dei mezzi – sarebbero quindi perfettamente in regola e normati dal Codice della Strada come velocipedi e non ciclomotori.

Dunque sono valide le stesse regole che valgono per le bici, quindi in primis la circolazione solo sul manto stradale (nelle strade dove è previsto il limite dei 50 km/h) o sulle piste ciclabili, nonché sulle strade extraurbane dotate di pista ciclabile. Se le cose resteranno così, quali sono dunque i parametri di riferimento per acquistare/utilizzare un mezzo a norma?

I monopattini dovranno avere una velocità massima di 20 km all’ora, con la possibilità che questa in fase di approvazione potrà salire fino ai 25 (restiamo sui 6 km/h nelle aree perdonali) e una potenza del motore che non sia superiore ai 500 Watt, dovranno quindi essere dotati di luci anteriori e posteriori e di segnalatore acustico.

Per condurre i monopattini elettrici non serve la patente, ma a legge definita dovrebbe attestarsi l’età minima di 14 anni, con l’obbligo di casco per i minori di 18 anni. Resta il dubbio sulla polizza assicurativa, non sul veicolo (che è senza targa) ma sulla persona: non pare obbligatoria, ma avendo sotto i piedi un veicolo a motore sarebbe una cautela importante.

Dopo il tramonto diventa quindi obbligatorio il giubbottino retroriflettente. Non è possibile in alcun caso il trasporto di passeggeri o cose e ogni forma di traino. Le sanzioni per chi non rispetterà queste norme dovrebbero andare dai 200 agli 800 euro.