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Concessioni autostradali, Ance: proroga solo con obbligo di gara sul 100% dei lavori

Photo credit: Quotidiani Verticali Web

Massimo Frontera per Edilizia e Territorio ha pubblicato un articolo su una proposta di proroga nell’affidamento delle concessioni autostradali al fine di sbloccare gli investimenti.

La proposta dell’associazione all’VIII commissione del Senato: per sbloccare investimenti ok a un mini-proroga “modello francese” gestita da Anac e MIT. Il caso Aspi: nell’ultimo anno impennata di gara.

«In assenza di un confronto competitivo, alla proroga delle concessioni si dovrebbe accompagnare, inderogabilmente, l’obbligo di messa in gara del 100% dei lavori da realizzare “a valle”. Lo ha chiesto l’Ance, la cui delegazione guidata dal vicepresidente per le opere pubbliche Edoardo Bianchi, è stata ascoltata giovedì 2 luglio dalla Commissione dall’VIII commissione del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle concessioni.

L’Ance ha lamentato che attualmente l’obbligo dei concessionari autostradali prevede l’esternalizzazione di almeno il 60% degli approvvigionamenti, contro l’80% degli altri concessionari».

Più realisticamente, ha proposto l’associazione, «nella consapevolezza della necessità di “sbloccare” gli investimenti, si potrebbe fare riferimento ai modelli, promossi dal Governo francese e già ratificati dalla Commissione UE in passato, in Francia, relativo alla mini-proroga delle concessioni autostradali».

«Nel caso francese – hanno riferito i rappresentanti dei costruttori edili – il monitoraggio della proroga, per il quale è prevista la partecipazione delle associazioni dei concessionari e delle imprese di costruzioni, deve necessariamente essere attuato da strutture nazionali indipendenti: nel caso italiano, tale ruolo potrebbe essere svolto dall’Anac congiuntamente con il ministero delle Infrastrutture».

L’Ance ha ricordato l’anomalia strutturale del sistema delle concessioni autostradali in Italia, «contraddistinto da una diffusa assenza del confronto concorrenziale “a monte”, dal momento che la quasi totalità delle concessioni in essere sono state affidate e/o prorogate senza gara».

Tale anomalia, ha sottolineato Bianchi, «rappresenta un grave vulnus dei principi comunitari e nazionali in materia di concorrenza, in quanto, in assenza di un confronto competitivo, alla proroga delle concessioni si dovrebbe accompagnare, inderogabilmente, l’obbligo di messa in gara del 100% dei lavori da realizzare “a valle”».

La proposta “pragmatica” dell’Ance – «nella consapevolezza della necessità di “sbloccare” gli investimenti» – è appunto quella di guardare ai modelli francesi «già ratificati dalla Commissione UE in passato».

Quando poi l’attenzione del concedente (e dell’opinione pubblica) fanno un salto di qualità, gli effetti sul mercato si sentono. «Negli ultimi 12 mesi Autostrade per l’Italia ha pubblicato una mole di lavori di manutenzioni, di accordi quadro sia su sovrastrutture stradali che opere d’arte, che negli ultimi anni non avevamo mai visto e quindi bene se c’è un ritorno al mercato», ha sottolineato Bianchi.