Share, , Google Plus, LinkedIn,

Print

Automobili sempre meno status symbol

(come riportato in una nota di Carlo Argeni)

Per la millennial generation non rappresentano più l’identità e il ruolo sociale di chi le guida

A guida autonoma, connesse, elettriche, smart, green e in grado di dialogare con la strada e i sistemi di bordo. Le automobili sono al centro di una formidabile rivoluzione tecnologica. La stessa esperienza di guida, negli anni a venire, potrebbe essere modellata sulla base della personalità del conducente. Algoritmi sofisticati, infatti, monitorerebbero costantemente il suo stato emotivo. L’intelligenza artificiale applicata al settore dell’automotive continuerà a sorprenderci molto di più di quanto possiamo ipotizzare.

Smart mobility, ma non solo. Perché la crescita del Car sharing (una sorta di mobility trend) porterà a una maggiore condivisione dei veicoli e un servizio di trasporto a più persone. Lo spazio interno sarà utilizzato per lavorare o dialogare con i passeggeri, i sedili girevoli, i comandi vocali e il sistema di infotainment all’avanguardia. La vettura sarà totalmente gestita dai sensori. Mentre siamo in tutt’altro affaccendati, i vari sistemi analizzeranno le molteplici variabili (condizioni meteo, traffico, tratto più veloce, ecc.) per portarci al luogo di destinazione nel minore tempo possibile e nel massimo confort. Avremo, come risultante, persone meno stressate e un innalzamento dei livelli di sicurezza stradale.

Vero è che mezzi iperconnessi pongono interrogativi legati alla privacy in quanto ognuno sarà ininterrottamente tracciato nella sua quotidianità. Ci sono poi, da non sottovalutare, le preoccupazioni di chi ipotizza possibili atti di pirateria informatica da parte degli hacker per prenderne il controllo e servirsene per scopi illegittimi. Restano sempre attuali, inoltre, le problematiche relative alle responsabilità, civili e penali, da attribuire in caso di incidente.

Chi dovrà risarcire il danno: il proprietario, il costruttore o chi ha fornito il software? Quesiti che devono trovate risposta in un quadro normativo specifico che disciplini l’utilizzo delle Driverless car e dell’Artificial Intelligence in attesa della realizzazione di infrastrutture stradali totalmente digitalizzate, dedicate alla tecnologia Veichle-To-Everything (V2X) e connesse con l’Internet of Things.

Nel mondo circolano più di un miliardo di macchine private. In Italia, se ne contano 646 ogni mille abitanti. Nella UE siamo secondi, subito dopo il Lussemburgo (676). Stando i dati Aci riferiti al 2019, abbiamo un parco circolante di 39.545.232 autovetture: il 56% con più di venti anni di vita; poco più di 4 milioni con un massimo di due.

Da un’indagine condotta da DriveK e Subito.it su un campione di 1.000 millennial (di età inferiore a 35 anni) è emerso che circa il 75% di loro le considera esclusivamente un mezzo di trasporto, poco più del 6% le ritiene una espressione del proprio status. Una ricerca svolta da Bain & Company ha evidenziato che i giovani preferiscono il Car sharing o servizi di mobilità alternativi al possedere una macchina.

Cambiano le automobili, quindi, ma anche le aspettative degli automobilisti.