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Allerta smog, nuove misure antitraffico in 17 città in Piemonte, Lombardia e Veneto

Divieti di circolazione e limitazioni su riscaldamento anche in Emilia Romagna e in Umbria. A favorire l’inquinamento le temperature sopra la media

Le polveri sottili tornano ad assediare il bacino padano, da Torino a Mestre. In diciassette capoluoghi di provincia in Piemonte, Lombardia e Veneto – e comuni dell’hinterland annessi – da ieri sono ripartite misure di contenimento del traffico: divieto di circolazione per i diesel da Euro 4 a scendere, obbligo di spegnimento del motore per le auto in sosta, riduzione del consumo di pellet nelle stufe, un grado in meno nel riscaldamento degli edifici pubblici, niente fuochi all’aperto né fuochi d’artificio.

Allerta in Emilia Romagna, con ventidue comuni coinvolti. Stop delle auto, ancora, a Foligno, in Umbria. La tregua ha resistito lo spazio di un weekend lungo, con piogge sparse e refoli di ventilazione. Ormai il Paese, e il Nord in particolare, sono in crisi da smog, e a ricasco in deficit di salute, dal 26 dicembre scorso. Oltre un mese immersi nelle Pm10.

A Torino, la città più inquinata d’Europa, da sei giorni l’Agenzia di protezione ambientale Arpa rileva nell’aria livelli di micropolveri oltre i limiti d’attenzione (50 microgrammi per metro cubo), con punte di 100 microgrammi. Nel capoluogo e in ventidue comuni della cintura stop alle auto più inquinanti dalle 8 alle 19 fino a giovedì 30 gennaio. Anche a Novara sono partite le limitazioni agli spostamenti in automobile.

Allerta arancione, il primo grado quindi, in gran parte del Veneto. Ci sono stati quattro giorni consecutivi di superamento del valore limite a Venezia, Vicenza, Verona, Padova, Rovigo e Treviso, dove nella precedente tornata si erano registrati valori inquinanti superiori a Shanghai e Pechino. Sono state risparmiate dai primi blocchi la provincia di Belluno, parte della Pedemontana trevigiana e vicentina, il Veneto orientale e Chioggia.

Divieti anti smog a Milano e in altre otto province della Lombardia, dove è spesso fuori controllo anche il Pm 2,5 (polveri sottilissime). Sono coinvolte Monza (sei giorni di sforamenti), Cremona, Pavia, Bergamo, Como, Lodi, Varese e Mantova (dove è stata toccata la soglia di 98 microgrammi per metro cubo). I blocchi saranno attivati nei Comuni con più di trentamila abitanti e in quelli aderenti su base volontaria. Per domenica 2 febbraio il sindaco Giuseppe Sala ha istituito a Milano la domenica ecologica.

L’allerta in Emilia, fino a domani compreso, riguarda 22 comuni delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara. Nelle province della Romagna – Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini – è previsto un rinforzo della ventilazione per favorire una diminuzione dei livelli di Pm10.
Se i valori delle polveri sottili torneranno al di sotto della soglia per due giorni consecutivi si potrà procedere con la disattivazione delle misure temporanee.

Coldiretti sottolinea come a favorire lo smog sia anche un inverno dal meteo estremamente mite con elevate temperature massime, assenza di venti “e da oltre un mese mancanza di piogge significative”.

Gli esperti meteo sottolineano, ancora, che nei prossimi giorni ci saranno condizioni di tempo sereno o poco nuvoloso: “Una stabilità che tende addirittura a rafforzarsi con l’arrivo di temperature primaverili e lo stabilizzarsi dell’anticiclone delle Azzorre. Il vento sarà praticamente assente nei prossimi giorni. I blocchi al traffico potrebbero essere prolungati.