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Viadotto Polcevera, mancata intesa sul contractor unico per demolizione e lavori

(come riportato da Raoul de Forcade – Edilizia e Territorio)

Tramonta, per ora, la possibilità di avere un capofila unico e un solo contratto di appalto sia per la demolizione che per la ricostruzione del viadotto Morandi. Il soggetto candidato a essere il capofila dell’opera era PerGenova, la società consortile composta da Salini Impregilo e Fincantieri che si è assicurata l’appalto per la ricostruzione del ponte crollato il 14 agosto scorso. E avrebbe dovuto essere capofila anche dell’Ati dei demolitori composta da Fagioli, Fratelli Omini, Vernazza Autogru, Ipe Progetti e Ireos. Venerdì  4 gennaio, però, l’incontro tra le aziende e il commissario straordinario per la ricostruzione, nonché sindaco di Genova, Marco Bucci, non ha dato gli esiti che lo stesso Bucci sperava.

PerGenova, pur assicurando l’impegno ad assumere la responsabilità per la realizzazione dell’opera, non ha inteso farsi garante dei demolitori. Questo perché parte dei loro lavori dipende dalle necessità investigative dell’autorità giudiziaria. Ma le considerazioni che hanno portato PerGenova a respingere il contratto unico sono molteplici. Innanzi tutto, secondo la società, non ci sono tempi sufficienti per avere in cantiere una adeguata struttura organizzativa che sia garante del lavoro di chi demolisce. Poi c’è l’impossibilità di prendere in carico, senza approfondirlo, il progetto di demolizione. E anche l’incertezza sulle attività di demolizione. Inoltre la forza lavoro utilizzata e l’impegno orario non sarebbero in linea con l’approccio al progetto di PerGenova. Ancora: i demolitori non avrebbero dato sufficienti rassicurazioni circa la completezza della stima dei costi per le attività da svolgere. Si è messo in conto, infine, un possibile danno di immagine che deriverebbe dal mancato rispetto dei tempi: Salini e Fincantieri fanno, del rispetto degli impegni, il pilastro della loro credibilità. Insomma, le questioni che separano demolitori e ricostruttori sono molte. Ciononostante, la struttura commissariale ha deciso di inviare a tutti i soggetti una bozza del contratto unico da studiare. La scadenza per arrivare a un capofila per i lavori era stata fissata inizialmente al 31 dicembre e poi fatta slittare a ieri. Ora l’ultimo giorno utile per decidere, a quanto risulta, sarà martedì 8 gennaio. In ogni caso, saranno inviati anche due contratti d’appalto separati, uno all’Ati incaricata della demolizione e uno a PerGenova, per la ricostruzione. Anche per questi, eventuali osservazioni dovranno arrivare entro martedì. Poi ci sarà un breve tempo per la sintesi che precederà la firma.

Sul fronte giudiziario, la Procura di Genova, che mantiene sotto sequestro il troncone Est del ponte, nei giorni scorsi ha chiesto alla Guardia di finanza di preparare un’informativa completa sull’attività investigativa svolta dal 14 agosto a oggi. Una relazione che potrebbe preludere, in prospettiva, a nuovi indagati, in vista di un secondo incidente probatorio, che seguirà il primo, che deve ancora concludersi. «Siccome – spiega il procuratore capo Francesco Cozzi – c’è qualche approfondimento da fare sul primo incidente probatorio, da parte dei periti nominati dal Gip, la procura valuterà con quali tempi muoversi sul secondo incidente probatorio, che deve individuare le cause del crollo. Corollario di questo è che debbano essere valutate le posizioni che, in qualche modo, possano avere attinenza con i profili della vigilanza e del controllo sulla vigilanza. I periti non possono concludere il primo incidente fino a quando non avranno controllato le parti in demolizione. Per questo noi abbiamo interesse che venga demolito, anche rapidamente il ponte, sia pure con le cautele atte a garantire la conservazione di parti che interessano i periti. Sul secondo incidente sarà da valutare se aspettare o meno che si concluda il primo per iniziarlo. Siccome c’è il rischio di andare troppo per le lunghe, e noi questo vorremmo evitarlo, valuteremo se iniziare il secondo prima che sia concluso il primo». Per la parte di viadotto verso Savona, aggiunge Cozzi, «abbiamo già autorizzato l’inizio dei lavori di demolizione. Per l’altra parte, verso Genova, entro la fine del mese i periti dovrebbero aver valutato, insieme ai progettisti della demolizione, quali sono le parti che consentono un accesso per le ispezioni o come procedere a una conservazione dei pezzi demoliti». Ieri, intanto, gli spedizionieri genovesi hanno rilevato che, per il Morandi, il traffico container nel porto di Genova per il quarto mese consecutivo, è stato negativo: -2% a dicembre.