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Come si legge in una nota di www.huffingtonpost.it, “L’Italia cresce meno rispetto al passato e significativamente meno rispetto alle aspettative”: un rallentamento che “vale anche per altri, ma è più marcato in Italia”.
Tuttavia è ancora “prematuro ipotizzare la necessità di rettificare il bilancio, non abbiamo ancora i dati” – ha detto il presidente della BCE Mario Draghi al Parlamento Europeo durante un’audizione.
“Un Paese perde sovranità quando il debito è troppo alto”, perché a quel punto “sono i mercati che decidono” e ogni decisione di policy “deve essere scrutinata dai mercati, cioè da persone che non votano e che sono fuori dal processo di controllo democratico – ha continuato. Il debito viene prodotto da decisioni politiche dei Governi e la sovranità viene persa a causa di politiche sbagliate”.
Draghi ha aggiunto che “l’effetto positivo delle regole di bilancio è che se vengono rispettate promuovono la convergenza economica: questa è l’altra faccia della sovranità perché in un’area monetaria non si può mantenere la propria sovranità se l’economia diverge in modo continuo, se un paese è il fanalino di cosa in termini di riforme economiche, se resta indietro in termini di competitività, ha un alto debito, ecco le ragioni per cui si perde sovranità”.
Il passaggio dal sistema che si fonda esclusivamente sulle regole a un sistema istituzionale “risolverebbe in parte il problema, ma la causa di tutti i problemi, in ogni caso, è l’errore nell’attuazione delle politiche, questo porta alla perdita di sovranità. Un paese non perde sovranità quando le regole non sono vincolanti, ma quando il debito è troppo alto. Non ci sono regole che permettono di mantenere sovranità: è il mercato che dice al paese ciò che è fattibile e ciò che non lo è, ciò che è credibile e ciò che non lo è. Quando il debito diventa così alto che ogni azione del Governo deve essere scrutinata dal mercato è troppo tardi – ha detto Draghi. Per affrontare le future crisi cicliche, i due livelli di protezione dagli shock – la diversificazione del rischio attraverso il sistema finanziario privato da un lato e il sostegno anticiclico pubblico attraverso strumenti fiscali a livello nazionale ed europeo dall’altro – devono interagire in un modo completo ed efficiente”.
