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Ponti e strade: sul mercato ci sono organismi indipendenti e accreditati

Photo credit: www.assocontroller.it

Come citato in una nota di “Edilizia & Territorio”, Confroma, la principale Associazione di organismi di Certificazione, ispezione, prova e taratura (settore TIC, “Testing, Inspection, Certification”) commenta l’idea della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, di voler affidare alle università il compito di validare i controlli fatti svolgere dalle concessionarie autostradali sulle infrastrutture in esercizio, come ponti e strade.

La Associazione condivide l’idea di affidare a soggetti indipendenti i controlli sulle opere pubbliche, ma asserisce che prima di far scendere in campo le università bisogna guardare al mercato, ai soggetti che in base al Codice degli Appalti già operano nel campo delle verifiche di progetti e opere, anche in supporto alle stazioni appaltanti e sulla base di un meccanismo rodato da una applicazione ultradecennale delle norme sui lavori pubblici.

“L’idea di affidare i controlli a soggetti indipendenti – spiega Paolo Salza, Presidente di Conforma – ci trova assolutamente d’accordo. Indipendenti vuol dire lontani dal committente, dal progettista e dal costruttore dell’opera. Questo è un principio corretto e che noi supportiamo”.

Conforma non entra nel merito nemmeno della scelta di indicare le Università, che nelle intenzioni annunciate dalla Ministra dovrebbero svolgere le attività di verifica a rotazione.

“Quello che noi teniamo a precisare – aggiunge Salza – è che se andiamo in cerca di competenza, conoscenza del settore e presenza sul territorio esiste oggi un settore industriale, composto dagli organismi di controllo accreditati, che è già pronto ad eseguire queste verifiche”.

La Conforma svolge anche attività di assistenza al responsabile del procedimento (Rup), di alta sorveglianza, concetto molto vicino alla direzione lavori, e di collaudo. Chiaramente questo tipo di competenza consente di svolgere anche attività sulla manutenzione delle opere.

Inoltre, prosegue Paolo Salza “Gli organi di controllo accreditati sono abilitati in base a norme internazionali da Accredia, l’ente unico di accreditamento italiano sorvegliato dal Ministero dello Sviluppo economico. Ma negli organi direttivi di Accredia siedono ben nove Ministeri. Questo significa che, di fatto, l’amministrazione che emana le norme controlla Accredia, che a sua volta abilita gli organismi che dovrebbero essere chiamati a effettuare le verifiche”.

Qualche dubbio resta quindi sulla praticabilità della scelta di affidare alle università compiti come quelli suggeriti dalla ministra De Micheli senza passare per una regolare gara pubblica: è sì possibile affidare alle università (che dimostrano di averne i requisiti) questo tipo di compiti, ma senza violare le norme a tutela della concorrenza: vale a dire partecipando come tutti gli altri operatori privati a una gara.