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Ponte Genova, a Conteco Check la verifica del progetto di ricostruzione del viadotto

Si ringrazia lo staff di Telenord per la foto pubblicata

Riportiamo un articolo apparso su Edilizia e Territorio sull’incarico a Conteco Check per la verifica del progetto del nuovo viadotto sul Polcevera.

Il Commissario straordinario per la ricostruzione del viadotto Polcevera a Genova ha affidato l’incarico di verifica del progetto denominato di secondo livello e di quello in corso d’opera a Conteco Check srl di Milano.

Si tratta della verifica del progetto secondo criteri di indipendenza, imparzialità ed integrità ai sensi della Direttiva 2014/24/Ue, che si pone come obiettivo l’accertamento della completezza, coerenza e appaltabilità della soluzione progettuale prescelta nonché dei presupposti per la durabilità dell’opera nel tempo e per la sua manutenibilità.

L’Azienda, primo organismo di ispezione di tipo A accreditato da Accredia (unico Ente di accreditamento per l’Italia) nel settore delle costruzioni, festeggia quest’anno 25 anni d’attività e il fatto di aver maturato un’esperienza nel controllo di più di 1.100 progetti per oltre 50 miliardi di euro di opere.

«Siamo onorati di poter fornire il nostro contributo per la realizzazione di questa importante iniziativa – ha detto l’ingegnere Angelo de Prisco, Presidente Conteco Check – che vede impegnata l’eccellenza dell’ingegneria e dell’architettura italiana al servizio di Genova, della Liguria e del Paese intero.

Siamo ben consapevoli che la qualità dell’opera e il rispetto dei tempi costituiscono un impegno nei confronti di tutti i cittadini e che questa ricostruzione rappresenta anche un simbolo di una nuova fase di sviluppo secondo modelli di efficienza ed efficacia, e siamo pronti, con spirito pro attivo e di massima collaborazione, ad accettare la sfida mettendo in campo tutte le nostre competenze e capacità per garantire questo fondamentale risultato».

Conteco in passato ha condotto analoghi servizi su progetti di demolizione di viadotti, anche in contesto fortemente urbanizzato come la demolizione del tratto in elevazione e relativi svincoli della Circonvallazione Nomentana prospicenti alla stazione Tiburtina a Roma e sistemazioni superficiali; demolizione degli assi autostradali in viadotto in quota, con importante impiego di mezzi e sistemi innovativi, anche a causa dell’altissimo rischio legato all’altezza e alla vicinanza del sottostante abitato della A3 Salerno-Reggio Calabria, Macrolotto 5.