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Istat, confermata la recessione tecnica ma calo meno forte del PIL nel quarto trimestre

L’istituto rivede al rialzo le stime preliminari del quarto trimestre da -0,2% a -0,1%. Pesante zavorra per i conti di quest’anno: per il 2019 variazione acquisita a -0,1%

L’Istat conferma che l’Italia è entrata in recessione tecnica. L’istituto di statistica ha rivisto al rialzo il dato congiunturale del PIL relativo al quarto trimestre 2018 comunicato a fine gennaio (da -0,2% a -0,1%) ma si tratta comunque del secondo trimestre consecutivo di calo, dopo il -0,1% del periodo luglio-settembre.

Il dato negativo lascia un’eredità pesante  sull’economia del 2019. La variazione acquisita per il Pil dell’anno in corso, quella che si registrerebbe in caso di variazione nulle per tutti i trimestri, è pari a -0,1%.

A differenza del dato preliminare l’Istat ha diffuso anche un maggiore dettaglio sui singoli aggregati, che risultano tutti in aumento. con una crescita dello 0,1% dei consumi nazionali e dello 0,3% degli investimenti fissi lordi; le importazioni e le esportazioni sono cresciute dello 0,7% e dell’1,3%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito per +0,1 punti percentuali alla crescita del PIL: +0,1 punti sia i consumi delle famiglie e delle istituzioni sociali private, sia gli investimenti fissi lordi e contributo nullo della spesa delle PA.

La variazione delle scorte ha contribuito negativamente sottraendo 0,4 punti percentuali alla variazione del PIL. L’apporto della domanda estera netta è stati di +0,2 punti, secondo le tabelle Istat.

Guardando ai contributi delle singole componenti, sul dato negativo incide pesantemente la variazione delle scorte (-0,4%) mentre tutte le altre voci risultano in aumento. Positivi i contributi di consumi (+0,1%) e investimenti (+0,1), mentre è marcato anche il contributo delle esportazioni nette (+0,2%).

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