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Intanto TAV va avanti: dalle imprese le candidature ai tre appalti da 2,3 miliardi

Riportiamo un articolo di Filomena Greco di Edilizia e Territorio sulla questione TAV.

Salvini: possibile rivedere il progetto, ma il voto in Piemonte è stato chiaro. Toninelli: il voto non cambia nulla. Gare a settembre, ma dopo un ok politico.

La questione della TAV si riapre. E non soltanto dal punto di vista politico. Sono scaduti ieri i termini per presentare le manifestazioni d’interesse per i tre lotti da 2,3 miliardi che saranno messi in gara nei prossimi mesi. Il passaggio degli “Avis de marches” prima delle gare è stato necessario per due motivi: prendere tempo e uscire dall’impasse politica dovuta alla contrarietà all’opera da parte dei Cinque Stelle, lasciando allo stesso tempo aperta la procedura di gara.

La macchina, nel frattempo, si è messa in moto, nonostante il tema della Torino-Lione sia rimasto sotto traccia negli ultimi due mesi. Ci vorranno un paio di giorni per sapere quante e quali aziende o raggruppamento si sono candidate per il lavori del tunnel di base, poi Telt, la società italofrancese partecipata dai due Governi farà un’istruttoria per selezionare i candidati. Ma prima di passare alla fase due, l’assegnazione dei capitolati e l’avvio delle gare vere e proprie, a settembre, sarà necessario un nuovo passaggio politico tra giugno e luglio.

La TAV torna dunque centrale nell’agenda politica, alla luce del risultato della Lega che ribalta i rapporti di forza all’interno del Governo. «Le forze a favore del TAV hanno preso l’80%-85%. Se fosse stato un referendum l’esito mi pare chiaro» ha detto ieri il vicepremier Matteo Salvini tornando a commentare il voto di domenica.

Quanto al futuro dell’opera Salvini ha precisato come il «progetto possa essere rivisto, rimodulato nel nome del risparmio e dell’impatto ambientale. E sono sicuro che dall’Ue si possano avere altri fondi».

Parole che sembrano un’apertura al partner di Governo che però risponde attraverso il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli: «Non cambia assolutamente nulla. I miei dossier – dice il ministro rispondendo alla domanda sull’effetto del voto – vengono gestiti oggi come venivano gestiti prima delle elezioni».

Tutto questo mentre ieri in una nota il Movimento No TAV parla di «nodi che vengono al pettine» e torna in trincea: «A giudicare dalla dichiarazioni post voto, il TAV si annuncia già da ora come il principale terreno di scontro e di resistenza, anche contro l’avanzata di Salvini».

Mario Virano, direttore di Telt, indica i passaggi chiave dei prossimi mesi: «L’accordo tra Italia e Francia sui bandi aperti va trovato in un tempo congruo, entro l’estate, anche perché entro fine settembre i due governi dovranno trasmettere a Inea, l’Agenzia che monitora l’attuazione del Grant Agreement e l’assegnazione di 813 milioni per la prima fase dei lavori, un aggiornamento che recepisca le modifiche e i vari passaggi nella procedura».

Italia e Francia si giocano per il prossimo settennato 3,5 miliardi di risorse dell’Ue, un contributo per l’opera che salirebbe dal 40 al 50%. Servirà certo un voto della nuova commissione, ma stanziamenti e lavori preparatori sono già conclusi e il dossier è in fase avanzata.

All’appuntamento di settembre dunque il Governo dovrà presentarsi con una scelta chiara, per aprire la fase vera e propria delle gare e dell’assegnazione dei lavori e per procedere nella trattativa con l’Unione europea.

Quello pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea il 15 marzo scorso è un unico bando di gara, che riguarda 3 lotti, per un totale di 2,3 miliardi di lavori e scavi per 51 chilometri sui 57 totali, tutti in territorio francese. «Si tratta – fanno sapere dalla società italofrancese partecipata dai due stati – di una delle più grandi gare in corso in Europa, che ha suscitato grande interesse, soprattutto in Italia e in Francia».

Una novantina le aziende che hanno partecipato agli incontri organizzati dalle associazioni di categoria a Roma, Parigi e Napoli. Tra il 2019 e 2020 il ruolino di marcia di Telt conta almeno 13 gare in programma (al lordo dei tre lotti considerato finora) sia sul lato francese che italiano. Qui si dovrà andare avanti con i lavori per realizzare lo svincolo autostradale di Chiomonte e l’autoporto di San Didero, in capo a Sitaf.