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In Italia si è fermata l’industria dell’auto

Anfia: primo quadrimestre produzione in ribasso del 9,9%

L’industria dell’auto in Italia s’è fermata. Lo dice Anfia (che raccoglie le imprese del settore) sulla base degli ultimi dati disponibili. Una situazione che, d’altra parte, segue – aggravandola -, la tendenza manifestata dal mercato.

Stando ad Anfia quindi, “la produzione dell’industria automotive italiana nel suo insieme, registra a marzo un calo tendenziale del 10,9%, che fa seguito alle flessioni già riportate nel primo trimestre del 2019 e nell’ultimo trimestre del 2018”, come ha spiegato in una nota Gianmarco Giorda, Direttore dell’associazione dei costruttori, che ha aggiunto: “Anche il secondo trimestre dell’anno, quindi, si apre con il segno meno, portando a una chiusura del quadrimestre in ribasso del 9,9%”.

La serie di numeri negativi sul fronte della produzione è piuttosto ampia. La produzione italiana di parti e accessori per autoveicoli e loro motori – dice sempre Anfia -, “riporta nuovamente, come già a febbraio e marzo, un segno negativo nel mese di aprile (-8,7%) e anche nel cumulato (-7,5%)”. A marzo, secondo gli ultimi dati disponibili, gli ordinativi di questo specifico comparto risultano in calo del 14,7%, per effetto del decremento degli ordinativi interni (-19,3%) e degli ordinativi esteri (-10%). Nei primi tre mesi dell’anno, gli ordinativi registrano così una flessione dell’8,9% (-15,7% e -2,6% le rispettive componenti interna ed estera).

Ed anche il fatturato delle parti e accessori per autoveicoli e loro motori presenta una diminuzione nel mese dell’8%, a causa della componente interna in calo del 17,4%, mentre la componente estera chiude a +2%. Nel periodo gennaio-marzo 2019 l’indice del fatturato registra un decremento del 5,6%, con una componente interna in diminuzione del 13,8% (+2,8% il fatturato estero).

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