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Il digitale arriva nei porti

Cambiano le procedure di controllo e movimentazione delle merci. Prima sperimentazione a Bari

Anche nei porti italiani la digitalizzazione delle procedure si sta facendo strada, con esempi d’eccellenza che iniziano da uno degli aspetti più delicati della movimentazione delle merci: le procedure doganali.

A fare da battistrada – è stato spiegato in un incontro nella sede nazionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – sarà il porto di Bari che presto potrà essere il primo porto italiano a sperimentare il nuovo progetto speciale per la digitalizzazione delle procedure doganali avviato dall’Agenzia.

Il modello di Bari si estenderà poi su scala nazionale puntando al traguardo di ridurre i tempi d’attesa e di movimentazione attraverso i fast corridors, il preclearing, la dematerializzazione dei documenti e la tecnologia 5G.

La scelta di Bari come “porto pilota” è stata determinata dai buoni risultati ottenuti da una prima sperimentazione delle procedure  sviluppate nell’ambito del Programma operativo nazionale  Infrastrutture e Reti 2014-2020 che, nell’ottica delle tecnologie  4.0 (Internet of things – IoT, Blockchain, Intelligenza  artificiale, ecc.), prevede la completa digitalizzazione delle  procedure di imbarco e sbarco, ingresso e uscita dai nodi portuali  (Gate Automation), del controllo sul processo logistico di  stoccaggio e controllo merci e del pagamento delle tasse di  ancoraggio e di quelle portuali.

Proprio a Bari, come ha spiegato il direttore del Dipartimento Sviluppo e Innovazione Tecnologica dell’AdSP MAM, Mario Mega, le nuove tecnologie digitali stanno agevolando sensibilmente il lavoro, velocizzando gli adempimenti, ottimizzando il ciclo portuale, aumentando la sicurezza e la capacità di controllo da parte delle Forze dell’Ordine e della Dogana.

“Ritenendo fondamentale investire nella tecnologia – ha invece commentato il presidente dell’Ente Ugo Patroni Griffi – già nel 2018 avevamo portato l’alta velocità nel porto di Bari, che ci consente un più approfondito monitoraggio ambientale, maggiore efficacia nel public safety, miglioramento nelle prestazioni di accoglienza turistica, oltre ad una maggiore precisione nei controlli di sicurezza”.

Alla base di tutto anche il progetto ISMAEL (Integrated SysteM for the Assessment of Environmental impacts in transport Logistics)” che consente la programmazione efficace della movimentazione delle merci, la prevenzione dei rischi  derivanti dalla congestione del traffico, la riduzione complessiva  dell’impatto ambientale rinveniente dalle attività.