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I porti italiani reggeranno allo sviluppo dei commerci con la Cina?

Terminali ideali in Europa della Via della Seta, alcuni scali marittimi del nostro Paese presentano potenzialità e criticità che nei prossimi anni andranno sfruttate e risolte per dare reale corso ai nuovi accordi siglati a Roma col presidente Xi Jinping.

Con l’adesione dell’Italia alla nuova via della seta cinese, Belt and Road Initiative (Bri), i porti di Genova e Trieste sono diventati il punto di arrivo della linea immaginaria che collega la Cina all’Europa via mare. Tra i 29 accordi commerciali firmati tra Roma e Pechino, infatti, alcuni riguardano in modo specifico i due scali.

La China Communications Construction Company (Cccc), un colosso delle costruzioni cinese specializzato nella realizzazione di infrastrutture, aiuterà le due Autorità portuali nella gestione delle gare d’appalto per dei lavori di ristrutturazione e potenziamento logistico. Secondo le autorità italiane è un’occasione per il rilancio dell’economia del mare nazionale, così come è avvenuto in Grecia dopo l’acquisizione nel 2016 del porto del Pireo da parte di Cosco, un’altra grande società cinese.

Gli scali italiani, caratterizzati da piccole e medie dimensioni, cominciano a mostrare segni di difficoltà causati dalla crescente tendenza nei mari internazionali al gigantismo navale. E in particolare sul trasporto a breve raggio, l’attività in cui il Paese è leader nel mar Mediterraneo, stanno perdendo terreno a vantaggio di altri porti della Spagna e del Nord Africa, nonostante una posizione invidiabile e la crescita del traffico merci trainata dal raddoppiamento del canale di Suez. Tra i problemi principali ci sono limiti naturali, come i fondali poco profondi, ma anche debolezze nei collegamenti infrastrutturali.

Il sistema portuale italiano

L’Italia ha 57 porti di carattere nazionale. Dopo la riforma del 2016 portata avanti dall’ex ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, per aumentare l’efficienza questi porti sono stati raggruppati in 15 zone chiamate Autorità di sistema portuale. Tre o quattro porti di una zona condividono oggi la stessa gestione. La classifica in base alle tonnellate di merci movimentate nel 2017 vede lo scalo di Trieste al primo posto, seguito da Genova e Cagliari. A chiudere i primi dieci posti è Napoli.