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Appalti, De Micheli: su regolamento unico saremo puntuali, no altre modifiche a codice

Photo credit: LettoQuotidiano.it

Interventi sul sistema per via amministrativa, a partire dal regolamento. «Se ogni ministro proponesse una revisione del codice non faremmo più un appalto»

I Programmi del ministero delle Infrastrutture in un articolo di Mauro Salerno scritto per Edilizia e Territorio.

Non bisognerà attendere molto il nuovo regolamento appalti, mentre è inutile aspettarsi una nuova revisione organica del codice dei contratti dopo l’intervento del decreto Sblocca-cantieri. Sono le indicazioni arrivate dal ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, ascoltata ieri dalla commissione Ambiente e lavori pubblici della Camera sui programmi del suo ministero.

La prima notizia per imprese e stazioni appaltanti è che, a dispetto del generale scetticismo, il ministro conta di licenziare il nuovo regolamento attuativo del codice appalti entro l’anno. O al massimo nelle prime settimane di quello successivo.

«Per noi i 180 giorni di scadenza partono dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto Sblocca-cantieri», ha detto il ministro a chi gli faceva notare che contando a partire dall’entrata in vigore del decreto il termine sarebbe in realtà già scaduto il 16 ottobre. «Contiamo – ha aggiunto – di essere abbastanza puntuali con la scadenza del 18 dicembre».

Non ci saranno invece nell’immediato revisioni del codice appalti. Almeno se si pensa a ripensamenti in qualche modo organici del sistema entrato in vigore nel 2016, corretto una prima volta nel 2017 e poi da ultimo di nuovo quest’anno con lo Sblocca-cantieri. «Se tutti i ministri proponessero una modifica al codice – ha risposto De Micheli a una domanda specifica posta da un deputato dell’opposizione – , considerata la durata media dei nostri governi, in Italia non faremmo più un appalto». Per il ministro il «modo migliore» per intervenire è «per via amministrativa». Con il regolamento «e poi con tutte gli altri strumenti che abbiamo ora a disposizione» per agire soprattutto sulle questioni relative «agli atti di gara e alla sicurezza dei cantieri». Se poi «valutato l’impatto di queste novità» si scoprirà «che servono ulteriori aggiustamenti, allora seguiremo anche la via dell’intervento legislativo, ma in modo puntuale».

Investimenti e concessioni
Durante l’audizione De Micheli è anche tornata sul tema delle concessioni confermando che il governo intende «procedere a una revisione generale di tutte le concessioni in essere». Mentre sul tema della revoca della concessione ad Autostrade in seguito al crollo del Ponte Morandi De Micheli ha ribadito che «a decidere sarà il Consiglio dei Ministri», anche sulla base delle risultanze dell’inchiesta portata avanti dalla Corte dei Conti.

Quanto agli investimenti De Micheli ha annunciato che il Mit procederà «entro le prossime settimane» all’assegnazione di tre miliardi di euro alla realizzazione di progetti relativi al trasporto rapido di massa (tram, metropolitane, filotramvie). Il ministero, ha spiegato de Micheli, ha anche richiesto l’integrazione del Fondo Investimenti per il 2020 con «due miliardi aggiuntivi», di cui «750 milioni da destinare nel primo triennio a opere in avanzato stato di progettazione. Inoltre, «sarà data rapidissima attuazione ad alcuni interventi strategici quali la messa in sicurezza e il rifacimento della via Salaria a seguito dei danneggiamenti provocati dal sisma, con un finanziamento pari a 216 milioni di euro». Mentre «475 milioni andranno alle strade provinciali, 732 alle ferrovie regionali, 430 agli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche e 30 milioni al rifinanziamento del fondo per la progettazione delle opere prioritarie»

Priorità a manutenzione, controlli su Anas
Nella programmazione degli investimenti il ministero darà «massima priorità alla manutenzione ordinaria e straordinaria continuativa» delle opere. «Il contratto di programma 2016-2020 dell’Anas – ha detto De Micheli – prevede investimenti per 29,5 miliardi nei prossimi 10 anni, di cui 15,9 destinati alla manutenzione della rete esistente». Inoltre, ha aggiunto il ministro «l’Anas sarà soggetta a valutazione delle performance organizzative con particolare riferimento ai servizi resi agli utenti».