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L’Osservatorio congiunturale sui trasporti ci mostra un’Italia che non sa più ripartire 

osservatorio© by Foto Confcommercio Veneto

Affrontare un tema delicato dal forte impatto sull’economia come quello della logistica e dei trasporti richiede conoscenza.

Cosa di per se non facile, considerata la mole di elementi da analizzare e intrecciare fra loro, e resa ancora più difficile dalla diffusione di troppi dati messi, a volte superficialmente, in circolazione confondendo le idee.

Per “schiarirle” Conftrasporto, unica rappresentanza di sistema presente nel mondo associativo, ha deciso, grazie al prezioso lavoro di ricerca svolto dall’ufficio studi di Confcommercio, di dar vita a un Osservatorio che avrà cadenza semestrale con l’obiettivo di fornire elementi “oggettivi” di valutazione su quanto il sistema logistico e dei trasporti possa incidere sull’economia del Paese.

Se la manifattura è il motore dell’economia, senza un sistema logistico e trasportistico che sia adeguato le merci restano nei piazzali ed è il motore dell’intero sistema Paese a spegnersi. Il corposo studio elaborato è stato presentato la scorsa settimana in un incontro con i rappresentanti della stampa durante il quale, al fine di fornire un quadro sintetico, si è cercato di condensare dati e considerazioni raccolti ed elaborati.

L’analisi dei dati e delle stime aggiornati al secondo trimestre 2018 ci dice che i trasporti, specchio dell’economia nazionale, complessivamente nell’anno in corso registrano una frenata. In particolare risulta più che dimezzata, nel confronto fra il primo semestre 2017 e il primo semestre 2018, la crescita su base annua del trasporto passeggeri, che passa da un  + 4,5% a un più moderato + 1,8%.

Una riduzione, sebbene meno intensa, la sperimenta, anche, il trasporto delle merci la cui crescita annua passa da +3,3% del primo semestre 2017 a +2,5% del primo semestre 2018. Sul fronte della ripartizione modale dei trasporti di merci, utilizzando la sperimentata metrica della “piattaforma continentale italiana “, che conteggia come traffico nazionale tutti gli spostamenti con origine o destinazione in Italia effettuati sul territorio, sulle acque e nei cieli nazionali, si conferma il ruolo ponderante svolto dal trasporto marittimo responsabile del 57,8% delle tonnellate chilometro totali e a seguire dal trasporto su gomma con il 37,3%.

Ponderando questi dati con i valori medi  della merce trasportata dalle diverse modalità, poiché via aria e via strada si trasportano le merci di maggior valore, il peso di queste due modalità cresce significativamente: la gomma è responsabile di oltre il 60% del valore del trasporto totale, l’aereo di circa il 3%, il mare del 31% e la ferrovia di circa il 6%.

In un focus sull’autotrasporto, curato da Format Research, emerge inoltre che anche le percezioni degli operatori  confermano le dinamiche esposte: sin dalla seconda metà del 2016 le valutazioni e le aspettative sull’andamento economico non migliorano più.

Un approfondimento sulla demografia d’impresa nel trasporto su strada, evidenzia, infine, che qualcosa di non secondario sta avvenendo nel settore, probabilmente anche per effetto delle politiche d’intervento pubblico adottate: mentre si riduce il numero delle imprese attive di autotrasporto di merci nel passaggio dal 1° semestre 2016 al 1° trimestre 2018 (-3.400 imprese), cresce il peso delle società di capitali, la cui quota aumenta di oltre 2 punti percentuali e mezzo, passando dal 18,9% del 1° semestre 2016, al 21,6% del primo trimestre 2018.

Questo è il frutto delle scelte che le associazioni hanno portato avanti con il Governo per le riduzioni compensate sui pedaggi autostradali legate al fatturato (per ottenere il diritto allo sconto occorre raggiungere un determinato  fatturato). Una “strada” che ha indotto le imprese monoveicolari a raggrupparsi in società. Quindi una scelta adeguata che ha favorito  l’inversione di tendenza a favore delle imprese strutturate che sono poi quelle che sono chiamate a competere sui mercati europei.