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Infrastrutture: Bonaccini su Passante di Bologna, dialogo senza bandiere

“La conferenza dei servizi sarà, come chiedevamo, la sede naturale dove confrontarsi. Noi siamo convinti che, anche tecnicamente, ci siano tutte le ragioni per andare avanti”.

Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, commenta la notizia relativa alla convocazione, ricevuta ieri da viale Aldo Moro, della Conferenza dei servizi sul Passante Autostradale Metropolitano bolognese, prevista per il prossimo 13 settembre.

“Perché altrimenti, se lo si vuole bloccare – sottolinea Bonaccini, in riferimento alla posizione espressa nei giorni scorsi dal M5s, e in generale, al veto posto all”infrastruttura dal governo gialloverde – bisogna che ci spieghino cosa fare in alternativa”.

“Non è sufficiente, per quanto sia importante – incalza Bonaccini – rafforzare il sistema ferroviario e metropolitano, cosa che comunque faremo. E” chiaro che l”attraversamento di Bologna è effettuato anche da chi percorre centinaia di chilometri per motivi di lavoro, di impresa o di turismo”. Il nodo bolognese, spiega, “è uno dei nodi autostradali più trafficati d”Italia e d”Europa”, “e spesso, durante
l”anno, è un imbuto in cui il rischio di perdere troppe ore, con costi di trasporto e costi turistici molto pesanti, è evidente anche al cittadino”.

“Noi abbiamo lavorato in questi anni per una soluzione – precisa il governatore emiliano-romagnolo – la Città metropolitana di Bologna tolse l”idea del Passante Nord perché ritenevano, credo anche a ragione, che mangiarsi 41 chilometri di suolo vergine agricolo fosse un”esagerazione, nel momento in cui si è convenuto che l”ampliamento dell”autostrada e della tangenziale in sede, nel corridoio centrale attuale, con tutte le mitigazioni necessarie, avrebbe consentito di allargare quel nodo imbuto”.

Con le risorse, cioè i 700 milioni di euro che serviranno a realizzare il Passante, già definite da Società Autostrade, e l”autorizzazione Via già incassata, continua Bonaccini, “mai come oggi siamo nelle condizioni di poter procedere e aprire finalmente, in un prossimo futuro, i cantieri che nel giro di qualche anno dovranno servire a risolvere un problema che sta diventando molto pesante”.

“Quello che a noi preoccupa, invece – continua – è che, se si cancella questo progetto già approvato e si mettono da parte le risorse, che già ci sono, rischiamo che, se si riparte da capo, non lo si farà mai più. Il che, entro qualche anno, sarebbe un danno economico per la regione, per il sistema delle imprese e per il turismo devastante”.

Per quanto riguarda, poi, l”ipotesi che il ministero delle Infrastrutture starebbe valutando, cioè di banalizzazione dell”autostrada nel nodo viario di Bologna, alternativa al progetto del Passante, di cui ha parlato il capogruppo M5s in Comune a Bologna, Massimo Bugani, “era stata scartata non molto tempo fa anche nell”ipotesi del Passante nord, perché è evidente che senza cambiare nulla si riprodurrebbe la situazione attuale. Oltretutto bisognerebbe cambiare una legge – sottolinea Bonaccini -. Ma non voglio entrare nei dettagli tecnici: è stata convocata, come chiedevamo, pretendevamo, ed era doveroso fare, la conferenza dei servizi e li entreremo nel
merito. Lì giocheremo tutte le nostre carte”.

Ciò che conta, tuttavia, puntualizza, “non è l”appartenenza politica o le bandierine di partito, anzi: alla Conferenza dei servizi dobbiamo lasciare tutto a casa. Perché non possiamo fermare l”Emilia-Romagna, una regione che da 4 anni è la prima per crescita e per export, con un turismo salito da quota 45 a 57 milioni di presenze l”anno”. “Non si può bloccare tutto e ripartire da capo ogni volta – ribadisce -. Siamo vicini alla meta e mi auguro che riusciremo ad arrivarci”.

“Se questo è un successo politico? No, lo sarà nel momento in cui quello che abbiamo immaginato potrà essere realizzato. Io ho grande rispetto di questo nuovo governo – precisa Bonaccini – ma bisogna che anche il governo abbia rispetto dei territori e delle istituzioni locali”.

“Qui abbiamo un sistema produttivo e turistico che ha bisogno di infrastrutture che permettano di rendere fruibili le nostre eccellenze e le opportunità di lavoro e impresa – conclude Bonaccini -. Noi vogliamo puntare su una crescita sostenibile, non a caso abbiamo approvato recentemente la legge sul consumo di suolo a saldo zero, perché abbiamo ben presente che in questo paese e in questa
regione si è consumato troppo suolo vergine. Ma queste sono infrastrutture che erano state decise da tempo, necessarie alla competitività dell”Emilia-Romagna, e vogliamo che vengano fatte”.