Condividi, , Google Plus, LinkedIn,

Stampa

Costruire strade costa. Non farle costa molto di più. In denaro, sicurezza, salute, tempo…

costi del non fare

Realizzare una nuova strada o autostrada, una nuova linea ferroviaria, nuovi piazzali e collegamenti in un porto per far sbarcare il più in fretta possibile le navi da un cargo può costare. Anche molto.

Ma il non farli può costare anche di più. E non solo in termini economici, ma anche di sicurezza, di salute, di perdita di tempo e, dunque, di qualità della vita. Parola di Andrea Gilardoni, docente di economia e gestione dell’impresa all’università Bocconi e responsabile dell’Osservatorio “I Costi del non fare”.

Uno che gli sprechi per opere non realizzate li studia da 12 anni e che sa perfettamente quanto, per esempio, sia costato per decenni viaggiare sull’autostrada A4 nel tratto compreso fra Bergamo su tre corsie invece di quattro.

Una colossale “tassa” che milioni di automobilisti e camionisti  “hanno dovuto pagare in termini di maggiori consumi, di tempo perso, di inquinamento”, come ha spiegato il docente intervenendo all’appuntamento radiofonico su Rai radio 1 “Tra poco in edicola” condotto da Stefano Mensurati e trasmesso lunedì 19 luglio.

“È paradossale, ma se fare una infrastruttura costa, spesso costa davvero di più non averla”, ha confermato Andrea Gilardoni denunciando le principali cause dei cantieri fermi,  dagli aspetti burocratici alle opposizioni locali da parte di cittadini che si sentono “minacciati”, al peggior nemico: la corruzione.

Un cancro che “consente di leggere molte delle vicende perché fare male un progetto d’infrastruttura comporta delle modifiche in corso d’opera che sono le tipiche aree dove si saccheggia”.

Una corruzione che ha impedito la crescita infrastrutturale in un’Italia che, come ha ricordato il conduttore, “negli Anni Sessanta era la prima in Europa per le autostrade, davanti a Francia e Germania” e che oggi vede invece molti progetti restare solo sulla carta per anni, decenni, spesso cancellati da nuovi governi pronti a distruggere quanto costruito dai precedenti. Come rimediare?

Andrea Gilardoni ha individuato un punto di partenza fondamentale: “studi di fattibilità ben fatti, nei quali magari spendere qualcosa di più per analisi approfondite che poi consentano di non dover pagare molto di più”.