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Boccia: Semplificare il codice appalti e aprire i cantieri delle infrastrutture

Si ringrazia lo Staff di Monitor Immobiliare per l’immagine pubblicata.

Per il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, è necessario semplificare il codice appalti, per fare in modo che i fondi previsti per le infrastrutture possano essere immediatamente disponibili e aprire i cantieri.

Lo ha affermato a margine dell’assemblea Anie a Milano, parlando dei primi provvedimenti che il Governo dovrebbe adottare, per aumentare il lavoro e rendere competitivo il Paese.

Occorre una dotazione infrastrutturale all’ altezza del paese, questo è il secondo paese manifatturiero in Europa. Bisogna anche superare il blocco ideologico che a volte ascoltiamo su alcune questioni legate alle infrastrutture.

Le infrastrutture sono elementi che collegano il Paese al mondo, sono un’idea di società inclusiva. Chi ha un’idea diversa delle infrastrutture o è contro le infrastrutture ha un’idea di una società esclusiva. Bisogna partire anche con una attenzione a un piano di medio termine perché quando i governi hanno solo una visione di breve termine si corre il rischio di aumentare il deficit e il debito pubblico. Oltre alle pensioni, argomento legittimo, oltre ai migranti di cui si sta dibattendo, ci vuole un confronto su altri temi che siano all’ altezza di un paese come il nostro.

Si apra un confronto a tutto campo, si esca dalla campagna elettorale e si affrontino gli argomenti importanti. A partire dall’ Ilva di Taranto passando per la Torino-Lione che riguarda sì alcune regioni del nord, ma è anche uno dei nodi infrastrutturali del paese. Ci sono grandi questioni aperte che devono diventare opportunità e soluzioni per l’Italia.

Un aspetto da semplificare è il codice degli appalti per fare in modo che i fondi previsti per le infrastrutture possano essere immediatamente disponibili e aprire i cantieri, il che significa lavoro e competitività. Il secondo è il lavoro ai giovani, il terzo è aumentare la dote del fondo di garanzia per fare in modo che alle aziende che sono ancora in una fase di transizione possa arrivare un flusso di credito per prepararsi alle regole rigide della BCE.

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