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Legge di Bilancio 2018: Concessioni autostradali, l’in-house torna al 40%

Appalti

In fase di adozione del Codice Appalti, era stata condotta una battaglia per limitare gli affidamenti in-house nelle Concessionarie autostradali. Per gli affidamenti di opere con importo pari o superiore a 150mila euro, non affidate con la formula della finanza di progetto o con gara pubblica, si era quindi arrivati all’obbligo di affidare con gara l’80% del valore dei lavori, servizi o forniture. Gli affidamenti in-house, cioè a società controllate dall’Amministrazione, erano stati ridotti al 20%.

Le concessionarie autostradali, contrarie al limite dell’80-20,  hanno promosso una serie di iniziative per tornare alla situazione pre-Codice Appalti e tutelare i lavoratori che altrimenti avrebbero dovuto essere licenziati. L’emendamento approvato ha quindi introdotto una deroga al Codice Appalti per le concessionarie autostradali, che potranno tornare ad affidare alle società controllate il 40% dei lavori. In tutti gli altri casi resta fermo il limite 80-20.

Per le concessioni autostradali, quindi la Legge di Bilancio 2018 ha reintrodotto, con un emendamento all’art. 177 del Codice degli Appalti, la possibilità ai titolari delle concessioni autostradali, che abbiano acquisito le concessioni senza gara, di affidare a terzi il 60% dei lavori oggetto della concessione (anziché l’80%), con possibilità di realizzare il restante 40% mediante società in-house, o società direttamente o indirettamente controllate o collegate, ovvero tramite operatori individuati mediante procedura ad evidenza pubblica, anche semplificata reintroducendo i vecchi limiti (60%-40%).

Questo significa che potranno tornare ad affidare alle società controllate il 40% dei lavori. Sul rispetto di questi limiti vigilerà l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), che emanerà delle linee guida ad-hoc.

Nel settore delle concessioni autostradali manca il confronto concorrenziale, e questo rappresenta una destabilizzazione dei principi comunitari e nazionali in materia di concorrenza, dal momento che la quasi totalità delle concessioni in essere sono state affidate e/o prorogate senza gara. Proprio per far fronte a tale criticità, il nuovo Codice appalti aveva introdotto l’articolo 177 che imponeva ai concessionari che avevano acquisito la concessione senza una gara di esternalizzare l’80% dei lavori propria competenza, laddove d’importo superiore a 150.000 euro. Risulta, quindi, essenziale che l’ANAC eserciti un puntuale controllo sul rispetto delle percentuali.

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