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Sviluppo sostenibile: parere sulla strategia nazionale

La proposta del Ministero dell’Ambiente per aggiornare la “strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile” ha ricevuto il parere favorevole delle Regioni. Il giudizio positivo è contenuto in un documento della Conferenza delle Regioni in cui si formulano anche alcuni auspici.

Prima di tutto la costituzione di un tavolo interistituzionale, composto dalle Regioni e dai Ministeri che permetta la consultazione e la condivisione delle integrazioni con il sistema delle Regioni che possono mettere a disposizione una conoscenza di dettaglio delle proprie realtà territoriali e che consenta, in fase attuativa, l’identificazione delle azioni di coordinamento tenendo conto delle specifiche necessità dei singoli territori.
Sarebbe poi auspicabile la costituzione di una piattaforma informatica per favorire lo scambio e la condivisione di esperienze. In tal modo qualunque soggetto coinvolto – sia esso di livello nazionale o regionale – potrà concorrere a popolare gli indicatori e a dare evidenza dell’attuazione della strategia.

La Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSS) ha il compito di indirizzare le politiche, programmi e gli interventi per la promozione dello sviluppo sostenibile in Italia, cogliendo le sfide poste dai nuovi accordi globali, a partire dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite (elaborata in occasione di “Rio +20”).
Il documento delle Nazioni Unite individua 17 obiettivi (Sustainable development goals – SDGs) e 169 target che hanno carattere universale – si rivolgono cioè tanto ai Paesi in via di sviluppo quanto ai Paesi avanzati – e sono fondati sull’integrazione tra le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile (ambientale, sociale ed economico) quale presupposto per sradicare la povertà in tutte le sue forme.

L’elaborazione della strategia italiana sposa i principi di integrazione, trasformazione e inclusione dell’Agenda 2030 e si è strutturata su un processo partecipato che ha coinvolto tutti i dicasteri competenti, le istituzioni pubbliche, il mondo della ricerca e della conoscenza, la società civile. Il processo è iniziato a febbraio 2016 ed è stato presentato nel mese di luglio 2017 al “High level political forum” delle Nazioni Unite.

La Strategia è strutturata in 5 aree, le cosiddette 5 P: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership e un’area trasversale chiamata Vettori di Sostenibilità. Per ogni area si elencano le scelte strategiche e gli obiettivi strategici nazionali e gli strumenti chiave per l’attuazione (piani, strumenti finanziari, leggi o regolamenti). A ciascun obiettivo strategico è correlato un target quantitativo (percentuale da raggiungere) e un target descrittivo (SDGs), correlati da indicatori secondari.
Il documento rappresenta in maniera schematica e sintetica gli ambiti prioritari di azione e gli obiettivi strategici nazionali.

Le Regioni hanno seguito con molto interesse il lavoro di predisposizione della Strategia e, come è stato espresso anche durante l’incontro di presentazione del mese di marzo 2017, sono pronte a collaborare alla sua attuazione.
Le Regioni riconoscono e apprezzano il lavoro svolto, ma sono consapevoli che un impegno ancora maggiore sarà loro richiesto per realizzare e monitorare gli obiettivi prefissati. Su questo sarà fondamentale il ruolo delle regioni e degli enti locali che sono chiamati a declinare i contenuti ai diversi livelli territoriali. Come noto, infatti, entro un anno dall’approvazione della Strategia nazionale, le regioni dovranno elaborare la propria Strategia definendo il proprio contributo alla realizzazione degli obiettivi della strategia nazionale.

E’ auspicabile perciò la costituzione di un Tavolo interistituzionale, composto dalle regioni e dai ministeri con un duplice obiettivo:

  • nella fase dedicata all’affinamento dei contenuti dell’attuale documento, con particolare riferimento ai target e al loro adattamento alla realtà italiana, permetta la consultazione e la condivisione delle integrazioni con il sistema delle Regioni che possono mettere a disposizione una conoscenza di dettaglio delle proprie realtà territoriali nelle diverse aree di intervento della Strategia; tale elemento, crediamo, possa contribuire a definire obiettivi concreti e di più facile approccio attuativo a livello territoriale e locale;
  • in fase attuativa, l’identificazione delle azioni di coordinamento per garantire l’allineamento degli strumenti di programmazione e attuazione regionale con la strategia nazionale, che pur tenendo necessariamente in debito conto gli specifici bisogni dei singoli territori, garantisca lo sviluppo di strategie, piani nazionali e regionali fortemente interconnessi.