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Strisce invisibili e rischi per i pedoni. La follia della segnaletica dimenticata

Quattro strisce pedonali da una parte, in mezzo il nulla, e sette dall’altra. Ma dopo il dramma di Alice, travolta dal taxi a San Giovanni, e l’altro incidente di ieri a piazzale Clodio (una ragazza investita sempre sulle strisce e trasportata in codice rosso al Gemelli) il nuovo attraversamento di via IV Novembre non è più divertente: «Ormai hanno preso quest’abitudine di fare i lavori non di notte ma alle 11 del mattino – raccontano com’è nato il caso delle strisce pedonali a intermittenza al bar lì davanti -: ogni volta che c’è una visita di qualche capo di Stato importante, oggi Trump ma domani qualcun altro, si presentano col secchiello di vernice bianca e cominciano a ridisegnare la segnaletica in tutta fretta, puntualmente però non fanno in tempo a finire perché gli automobilisti li ricoprono di suonate e dunque i lavori restano così». Così, a metà, ai lati sì e al centro no come è successo sempre ieri, coincidenza, anche sulla Portuense all’altezza del Trullo: «Ma questa non è la cosa peggiore – denuncia la cassiera -: la vera tragedia è che le disegnano col gessetto, chi vigila dovrebbe indagare sul perché le strisce scoloriscono così facilmente».

Nuove e subito sparite, in via IV Novembre come in via Appia Nuova, appena restaurata ma con la segnaletica già sbiadita. E poi tante altre situazioni sconclusionate: le strisce sulle strade pedonali (via della Palombella al Pantheon), le strisce cancellate perché pericolose (ai piedi del Campidoglio) ma riaffiorate a causa delle buche e perciò più rischiose di prima, le strisce invisibili che riguardano la maggior parte delle strade di Roma, dalla periferia alle centralissime via del Corso e piazza Venezia fino a San Giovanni e piazza Epiro vicino all’incrocio dov’è morta Alice (il tassista è indagato per omicidio stradale): venerdì dalle 21 a Porta Metronia il Comitato Mura Latine e Vivinstrada organizzano una fiaccolata in suo ricordo.

Ecco, nella città delle strade trascurate, e del record di feriti (quasi 8 mila dall’inizio dell’anno) diventano un caso anche i pochissimi interventi di manutenzione che, nella paralisi generale, suscitano ancora più attenzione.C’è stata infatti polemica per le nuove strisce disegnate in via della Scrofa, via dei Giubbonari e via della Palombella, aree pedonali che – appunto – rispetto a tanti altri incroci potevano non rappresentare, oggettivamente, una priorità. «Ma lì ci sono le scuole – ha invece giustificato l’assessore del I Municipio Jacopo Pescetelli -: si tratta di un progetto specifico, garantire le strisce davanti a tutti gli istituti, interveniamo anche altrove ma non è semplice: abbiamo a disposizione solo 1,8 milioni di euro».

Una stranezza, quella delle strisce pedonali sulle strade pedonali, che comunque è già diventata un giallo: proprio in via della Palombella, l’altra notte, le zebre sono sparite. Cancellate. Il Municipio si chiama fuori. Dal locale di fronte, Michelangelo pensa ad un’azione pirata dei residenti: «L’avranno vista come una provocazione – crede lui -: le strisce sono invisibili e scivolosissime in tutta Roma e venite proprio qui a farne di nuove?».