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Per la sicurezza stradale, a Torino i Pm propongono “schema” di condanne

Percorsi giudiziari rapidi e valutazioni omogenee. Sono questi i due principi che hanno guidato la Procura di Torino nella “costruzione” di uno schema di analisi e valutazione dei diversi reati collegati alla sicurezza stradale. La “griglia” di casi (con relative condanne) di violazione del codice della strada vale per chi intende patteggiare la pena ed è già stata messa a disposizione degli avvocati. Si tratta di proposte considerate “accettabili” (salvo circostanze particolari) dalla Procura. Ad essere presi in considerazione 72 diversi casi di reato e relativa condanna.

Con la guida in stato di ebbrezza nelle ore diurne, per esempio, i magistrati ritengono accettabili 1.000 euro di ammenda, 7 giorni di arresto e sei mesi di sospensione della patente. Ma se la richiesta di patteggiamento si fa attendere e arriva solo dopo la citazione a giudizio, la sanzione è più severa: 1.400 euro, 14 giorni di arresto e nove mesi di sospensione.

Vengono anche considerate le diverse situazioni personali di chi guida. C’è, per esempio, il caso di un automobilista con meno di ventuno anni, neopatentato, che provoca un incidente (senza danni alle persone) guidando sotto l’effetto di stupefacenti: se non merita le attenuanti, e vuole patteggiare dopo la citazione a giudizio, deve pagare 2.700 euro di ammenda ai quali sono aggiunti 12 mesi di arresto, la revoca della patente e la confisca del veicolo.

I Pm, inoltre, hanno precisato che non saranno accettate proposte di patteggiamento con richieste di attenuanti indiscriminate.