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Ottobre d’oro per il mercato dell’auto in Europa

E’ nuovamente in crescita il mercato europeo delle auto. Lo dicono le analisi elaborate da Acea (che raccoglie tutti i costruttori europei) che, dopo il calo del 2% registrato a settembre, indicano per ottobre un +5,9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. In altri termini, le immatricolazioni sono state un milione e 207.982 in più. Nei dieci mesi del 2017, quindi, sono state vendute complessivamente 13 milioni e 234.599 auto, con una crescita del 3,8% sull’analogo periodo dell’anno scorso.

Si tratta di una situazione indubbiamente positiva, che tuttavia viene letta in modo dibersi da parte dei protagonisti del comparto.

Secondo il Centro Studi Promotor, per esempio, quanto registrato in ottobre indica un “pronto” recupero rispetto al mese precedente. Il Presidente del centro, Gian Primo Quagliano, spiega che “ipotizzando che il tasso di sviluppo dei primi dieci mesi si mantenga invariato anche in novembre e dicembre, le immatricolazioni a fine anno toccheranno quota 15.213.000.

Un livello di assoluto rispetto, anche se ancora lievemente inferiore (-2,32%) all’ultimo dato ante-crisi (2007)”. Promotor poi sottolinea che nei cinque maggiori mercati (Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Spagna), che valgono circa il 74% delle vendite Ue, il risultato migliore è stato messo a segno in ottobre dalla Spagna (+13,7%), “in particolare per la domanda delle imprese e delle società di noleggio, mentre – viene  spiegato -, non si registra, almeno per il momento, alcun impatto della vicenda catalana”.

Ma sempre il Centro evidenzia anche il fatto che nei primi dieci mesi l’incremento maggiore è invece dell’Italia (+8,9% da gennaio a ottobre e 7,1% in ottobre). Mentre il calo del mercato del Regno Unito sarebbe causato “dall’incertezza economica e politica dovuta alla Brexit e all’introduzione da aprile di una imposta su tutte le auto che emettono CO2”.

Meno ottimista è l’Unrae che riunisce le case automobilistiche estere e il cui Direttore Romano Valente spiega: “L’Italia, nonostante i buoni risultati, è alle prese con un rinnovamento del parco circolante che procede ancora troppo lentamente”.

Secondo una analisi del Centro Studi e Statistiche di questa Associazione, la velocità di uscita dal parco delle vetture è 32 anni per smaltire tutte le vetture ante Direttiva Euro, 25 anni per eliminare tutte le Euro 1 e 10 anni per le Euro 2. Da qui la richiesta di “assumere provvedimenti idonei a conseguire la sostituzione dei veicoli obsoleti, meno sicuri e più inquinanti”.

Ancora una visione diversa ha invece Federauto (che raggruppa i concessionari). “L’incremento di Francia e Spagna, unite al miglior risultato medio complessivo di questo secondo semestre, determina un’armonizzazione dei valori europei con quelli del nostro Paese.

L’Italia rimane comunque il mercato più dinamico tra i principali mercati Ue, ma non dobbiamo scordare che il 18% delle targhe di ottobre provengono da kilometrizero e il canale privati, il più importante per il mercato, perde nei primi 10 mesi di quest’anno il -5,6%”, ha infatti spiegato Filippo Pavan Bernacchi, Presidente di Federauto, che ha aggiunto: “Per capire come andrà a finire questo 2017, occorre attendere le decisioni definitive di Governo e Parlamento sul superammortamento degli autoveicoli. Se terminerà il 31 dicembre ci sarà una corsa delle aziende all’acquisto, se verrà prorogato, magari in misura ridotta, questo possibile fenomeno potrebbe essere attenuato”.

Positiva, infine, la visione di Anfia che guarda all’intero andamento dell’anno. “Dopo la crescita dell’8,2% nel primo trimestre 2017 – dice il Direttore Gianmarco Giorda -, il mercato europeo ha registrato un rallentamento ad aprile-giugno che ha quasi dimezzato la crescita nella prima metà dell’anno (+4,6)%. Nel terzo trimestre, le immatricolazioni sono aumentate dell’1,3%”. Giorda inoltre ricorda che “già nel secondo trimestre, la quota di veicoli diesel venduti in Europa ha mostrato un calo significativo in alcuni dei principali mercati, come Germania, Regno Unito e Francia.

La rapidità di questi cambiamenti mette a dura prova la capacità di adattamento del settore, generando squilibri nel mix della produzione ed eccessi di stock. Per l’anno in corso le stime parlano di volumi di immatricolazioni attorno a 15,5 milioni di unità nel complesso dei Paesi dell’Unione europea allargata e dell’Efta (+2,4%)”.