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Operazione autostrade (Aspi e Gavio) ferma a Bruxelles

Non arriva al punto conclusivo, tra lettere e risposte, il lungo “dialogo” tra il ministero delle Infrastrutture e la Commissione europea sul tema proroghe/accorpamenti di concessioni autostradali in cambio di investimenti aggiuntivi o di minori aumenti tariffari.

Un progetto lanciato dal governo Renzi con una norma dello Sblocca-Italia del settembre 2014, con il Ministro Maurizio Lupi a promuoverlo, e bocciato in quella prima versione da Bruxelles già nella primavera successiva (il Gruppo Gavio aveva chiesto in base a quella norma un accorpamento delle sue concessioni Salt, AutoCisa, Fiori, Satap, Torino-Savona, Sav e Asti-Cuneo, con allungamento medio ponderato dal 2027 al 2043, 16 anni in più).

Il progetto, riveduto e “limitato”, è stato però ripreso dal ministro Graziano Delrio. L’obiettivo – hanno spiegato più volte gli uomini di Delrio che lavorano all’operazione, non è regalare proroghe alle concessionario, o evitare le gare. Gli obiettivi sono: 1) completare la Asti-Cuneo, opera in Pf in concessione a una Spa Anas-Gavio al 50%, bloccata con extracosti di un miliardo di euro non coperti dal Pef, nodo su cui il Mit si arrovella da anni, dai tempi di Passera ministro, senza risolverlo; 2) realizzare la Gronda di Genova, maxi opera di Autostrade per l’Italia da 4,3 miliardi di euro, senza far aumentare le tariffe del 18% in dieci anni su tutta la rete, come previsto dalla convenzione di Aspi; 3) di recente si è aggiunto anche l’obiettivo della messa in sicurezza sismica della A24/A25 Roma-L’Aquila-Pescara, progetto da 1,5 miliardi di euro circa, non previsto nell’attuale Pef di Autostrada dei Parchi (Toto).

La discussione è ancora in corso tra il Mit e Bruxelles. Il caso Asti-Cuneo è il più urgente, perché la concessione della Satap A21 del gruppo Gavio scade il 30 giugno prossimo, e senza una soluzione il Mit sarà costretto dal nuovo Codice appalti a indire una gara per l’assegnazione della concessione. Il progetto a cui sta lavorando il Mit, insieme al Gruppo Gavio, è di accorpare la Satap A21 con la Ativa, sempre Gavio, già scaduta il 30 agosto 2016 e in prorogatio, con rideterminazione della scadenza “unica” in modo tale da consentire al Gruppo Gavio di sostenere l’investimento per completare la Asti-Cuneo. C’è sul tavolo anche il Piano B: una gara unica per affidare sul mercato una newco nata dall’accorpamento di Ativa scaduta, Satap A21 scaduta e Asti-Cuneo, in quest’ultimo caso dopo il recesso consensuale dell’azionista Gavio.

Nel caso di Aspi la società del Gruppo Atlantia sta alla finestra, dichiarandosi neutrale rispetto alle due ipotesi aumenti tariffari del 18% oppure mini-proroga e aumenti ridotti. Tuttavia i tempi si allungano senza peraltro capire quale sarà i “punto di caduta” (si parla di un a proroga di 4 anni, contro i 7 ipotizzati nei mesi scorsi, ma così è probabile che gli aumenti tariffari, se non del 18% in dieci anni, comunque ci saranno).

Nel caso di Strade dei Parchi il Mit vuole avviare quanto prima il piano di messa in sicurezza sismica, non previsto dal Pef della concessione che scade nel 2030. Toto vorrebbe una maxi-proroga di dieci anni e oltre per fare investimenti per oltre 2,5 miliardi, ipotesi improponibile per la Commissione europea.