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Oggi scioperi dei trasporti in Italia

Sciopero

In diverse città d’Italia potrebbe essere un venerdì a rischio per quanti dovranno spostarsi con bus, metro, tram ma anche aerei, treni, scuola e servizi. Infatti, è stato proclamato uno sciopero generale di tutte le categorie e i comparti pubblici e privati indetto dai sindacati di base. Incroceranno le braccia per l’intera giornata i lavoratori aderenti a Orsa territoriale e Unione sindacale italiana-Usi. In particolare, nel trasporto ferroviario i lavoratori che aderiscono a Cib-Unicobas, Cobas-Confederazione dei comitati di base, Unione sindacale di base incrociano le braccia sui treni a lunga percorrenza sino alle 20.59 e su quelli regionali sino alle 17.59. Trenitalia ha comunicato che, comunque, le Frecce viaggeranno regolarmente.

Da Milano a Palermo

A Milano l’agitazione del personale viaggiante e di esercizio di Atm, sia per quanto riguarda la rete di superficie sia quella della metropolitana, è prevista dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio. A Torino, ci saranno delle fasce orarie garantite che cambiano a seconda dei mezzi interessati dallo sciopero mentre quello urbano e suburbano sarà garantito sino alle 9 e dalle ore 12 alle ore 15. A Firenze l’Azienda trasporti dell’area fiorentina garantirà sino alle 9 e tra le 12 e le 15. Nella Capitale, lo scioperò riguarderà tram, bus, metropolitana e le linee ferrovie Roma-Lido, Termini-Centocelle e Roma-Civitacastellana-Viterbo. L’Atac garantirà solo i servizi minimi dalle 8.30 e poi dalle 17 alle 20. Sarà coinvolta anche l’azienda Roma TPL, altra società di trasporto pubblico. A Napoli, il servizio degli autobus sarà garantito sino alle 8.30 e dalle 17 alle 20. Anche funicolari e metropolitana garantiranno un servizio minimo e sul sito dell’Agenzia napoletana mobilità sono elencati gli orari.A Palermo I lavoratori dell’Amat, azienda trasporti Palermo, incroceranno le braccia dalle 8,30 alle 17,30; mentre i dipendenti degli impianti fissi, degli uffici, dell’officina, gli addetti alla segnaletica stradale, alla rimozione delle auto e gli ausiliari del traffico sciopereranno per l’intero turno di lavoro. Previsto anche lo stop dei pullman dell’Ast. «In Sicilia — afferma Carlo Cataldi, coordinatore regionale dei Cobas Lavoro Privato settore Trasporti — questo sciopero assume particolare importanza perché arriva cinque giorni dopo le elezioni Regionali. Si tratta di una grande occasione per chiedere al nuovo governo e ai deputati neo-eletti all’Ars politiche di tutela e sviluppo del lavoro, sia pubblico che privato».

Aerei

Non mancheranno i disagi per chi si sposterà in aereo perché aderiranno allo sciopero i controllori di volo delle sigle Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl-T e Unica, che si fermeranno per quattro ore.

La scuola

Si ferma anche il mondo della scuola: docenti, dirigenti e personale Ata di ogni ordine e grado in Italia e all’estero delle sigle Cobas-Confederazione dei comitati di base, Usb e Cib-Unicobas, oltre a professori e personale Ata di ruolo e non aderenti a Unicobas scuola e università.

I motivi dello sciopero e i cortei

Le ragioni della protesta sono tanti a detta dei sindacati: vanno dal Jobs act, alla manovra, dalle pensioni, alla precarizzazione dei contratti. In oltre 40 città italiane venerdì 10 si terranno mobilitazioni, cortei e presidi. Domani a Roma ci sarà la manifestazione nazionale con un corteo che partirà alle 14 da Piazza Vittorio. «La Legge di stabilità per il 2018 — spiegano sul sito dell’Unione sindacale di base — esprime meglio di ogni altra cosa il perché dello sciopero generale: spending review, cioè nuovi tagli per i servizi sociali, soldi e sgravi alle imprese, nulla a favore del reddito e dell’occupazione stabile. Le grandi crisi aziendali erano e restano tali; i contratti pubblici vengono finanziati con stanziamenti ridicoli ed insufficienti dopo nove anni di blocco economico. La previdenza continua ad essere il bancomat del Governo e l’attuazione della legge Fornero sta distruggendo il futuro milioni di lavoratori e lavoratrici a cui vogliono imporre di rimanere al lavoro fino a 67 anni».